Trump in arresto: si dichiara non colpevole. L’accusa: “Ha pagato due donne”

NEW YORK (STATI UNITI) – L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è in stato di arresto. Non è stato ammanettato, ma rimarrà sotto la custodia della polizia durante tutta l’udienza, iniziata alle 14.15, le 20.15 in Italia. Dopo l’identificazione e il prelievo delle impronte digitali, non gli sono state fatte le classiche foto segnaletiche nonostante le avesse richieste.
In un’affollata aula del tribunale di Manhattan, Donald Trump si è dichiarato non colpevole per tutti i 34 capi di imputazione che gli sono stati contestati nell’atto di incriminazione letto dal giudice Juan Merchan. Le accuse sono di aver falsificato i registri della società e partecipato ad un complotto per versare denaro in cambio del silenzio a due donne alla fine della sua campagna elettorale del 2016.
Sono cinque i fotografi ai quali è stato permesso di entrare in tribunale per scattare foto dell’udienza, dalla quale sono state invece bandite le telecamere, secondo la decisione presa la notte scorsa dal giudice.
La pornostar Stormy Daniels ma anche la coniglietta di Playboy. Karen McDougal è la seconda donna che Donald Trump, secondo il procuratore di Manhattan, ha pagato per comprarne il silenzio su una presunta relazione.
Il caso di McDougal era emerso con forza durante la campagna del 2016 anche grazie a un audio, registrato segretamente dal suo ex fixer Michael Cohen, in cui Trump discuteva il pagamento all’ex coniglietta di Playboy che affermava di avere avuto una relazione con il tycoon fra il 2006 il 2007, quando Melania era incinta e diede alla luce Barron Trump. Un dialogo rubato che Cohen, il principale accusatore dell’ex presidente, registrò nel settembre 2016, pochi mesi prima delle elezioni e in cui si sentirebbe Trump discutere come risolvere la questione McDougal. L’ex modella offrì il suo racconto per 150 mila dollari al National Enquire prima delle elezioni presidenziali, che però decise di non pubblicarlo prima dell’Election Day del novembre 2016. Una decisione probabilmente riconducibile all’editore del tabloid scandalistico David Pecker, nel 2016 amico di Trump, poi però divenuto un collaboratore di giustizia come Cohen.
Nata a Gary, Indiana, McDougal era un’insegnante di scuola materna prima di iniziare la sua carriera di modella, che l’ha portata a divenire la coniglietta di Playboy nel 1998. McDougal e Trump si incontrarono a una festa in piscina nella Playboy Mansion, al termine della quale il tycoon le chiese il numero di telefono. I due iniziarono a parlare spesso telefonicamente fino al loro primo appuntamento per cena in un bungalow privato al Beverly Hills Hotel di Los Angeles. McDougal rimase impressionata da Trump e dal suo charme e la loro relazione iniziò. Si incontravano ogni volta che Trump era a Los Angeles nello stesso albergo, nello stesso bungalow e ordinando, almeno per il tycoon, la stessa cena, ovvero bistecca e purè di patate.
Trump era accompagnato da McDougal al torneo di golf dove l’ex presidente incontrò per la prima volta Stormy Daniels. L’ex modella ha raccontato che Trump le promise di regalarle una casa a New York e la presentò ad alcuni membri della sua famiglia, fra i quali Donald Trump Jr e la sua ex moglie Vanessa, che allora era incinta. Un rapporto di mesi intenso al quale McDougal mise fine nell’aprile del 2007, in parte esasperata dai commenti di Trump, violenti e in molte occasioni offensivi.
AGGIORNAMENTO DELLE ORE 21.20
Si è conclusa dopo circa un’ora l’udienza di incriminazione di Donald Trump al tribunale di Manhattan, dove gli sono stati letti i 34 capi d’accusa a suo carico. Non ha risposto alle domande dei giornalisti. Trump si è diretto all’aeroporto La Guardia, da dove si imbarcherà per la Florida. La prossima udienza per il processo all’ex presidente Usa Donald Trump risulta fissata per il 4 dicembre prossimo. Lo riferisce la Cnn nella sua diretta sull’incriminazione di Trump.
AGGIORNAMENTO DELLE 0,50 DEL 5 APRILE
“Nulla e’ stato fatto illegalmente”. Lo afferma Donald Trump sul social Truth di ritorno in Florida dopo l’udienza a New York. “Bragg ha chiuso New York, ha mobilitato 38.000 agenti e spendera’ 200.000 dollari di fondi della citta’ per un accordo di non divulgazione legale da 130.000 dollari”, aggiunge l’ex presidente.
