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Venere di Botticelli in minigonna e bici per attrarre turisti. Ma è già tutto esaurito prima di 25 aprile e primo maggio

La Venere del Botticelli con minigonna e bici per propagandare l’Italia

Le hanno messo la minigonna e affidato una bici con il Colosseo sullo sfondo, povera Venere di Botticelli, per una campagna pubblicitaria da 9 milioni di euro che dovrebbe propagandare l’Italia nel mondo. L’iniziativa è stata approvata dalla ministra del turismo, Daniela Santanchè. La Venere esce dalla tela degli Uffizi per essere declinata in location d’eccezione. Prima tappa negli Emirati Arabi, in occasione di Atm Dubai dall’1 al 4 maggio dove in oltre 500 metri quadrati verrà esportata l’eccellenza dell’italianità. ENIT sta sperimentando per la prima volta la nuova comunicazione, che prevede anche l’uso del nuovo logo di ITALIA.IT con la bandiera italiana a forma di finestra spalancata sul mondo.

Funzionerà? Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, l’ha definita “una macchietta”. Onestamente non ha torto. “Rivestire” e “ricollocare” la Venere, almeno ai miei occhi, ha il sapore di un’operazione che, quando avevo 10 anni, nella Firenze degli anni Sessanta, avremmo definito “un’americanata”. Si poteva pensare qualcosa di meglio? Bastava riprodurre la figura della Venere, nuda come la dipinse Botticelli, ridendo in faccia a chi, com’è accaduto in America al david, la dovesse considerare immagine pornografica. La prossima settimana sarà a Firenze la preside del liceo licenziata. Ascoltiamola.

Intanto, anche se la Venere “rivisitata” non è sbarcata nel mondo, l’Italia e Firenze stanno per subìre un nuovo assalto di turisti. Dopo il rassicurante risultato di Pasqua si parla di oltre 17 milioni gli italiani che si concederanno un break tra il 25 aprile e il 1 maggio. In particolare saranno 9 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio per la festa della Liberazione mentre 8 milioni e 99mila si muoveranno per quella dei lavoratori.

Le mete preferite per i viaggiatori che resteranno all’interno dei confini nazionali saranno mare, città d’arte, montagna. Per coloro che invece si recheranno all’estero, vincono le grandi capitali europee, seguite dalle capitali extraeuropee e dal mare. L’alloggio preferito sarà l’albergo seguito dalla casa di parenti e amici. Tra coloro che non andranno in vacanza, la maggioranza ha rivelato di non partire per motivi economici. Partirà in un altro periodo il 18,7% dei non-vacanzieri del 25 aprile e il 16,5% del 1 maggio. Conferma la febbre da 25 aprile anche Assoturismo Confesercenti nell’indagine realizzata con Cst Centro studi turistici: si prevedono 5,2 milioni di presenze nelle strutture ricettive italiane, dato che certifica la buona salute del turismo italiano e soprattutto il trionfo delle città d’arte del Belpaese, sempre più apprezzate con un tasso medio di saturazione vicino al 90%.

In cima alle preferenze per il ponte il Centro Italia, con Umbria e Lazio che segnano percentuali di saturazione delle camere disponibili vicine al 90%. Seguono Liguria (83%), Toscana (81%) e Veneto (80%). A concentrarsi più specificamente sugli stranieri la rilevazione di Confindustria Alberghi: numerose le presenze dall’Europa, francesi e tedeschi, inglesi, svizzeri e spagnoli ma sul podio troviamo sempre il turismo americano che dalla fine del Covid sta generando numeri eccezionali, ben oltre i livelli precrisi. Ma risposte positive arrivano anche da altri mercati come il Brasile che sta ricominciando a muovere numeri importanti e dai primi segnali di ritorno dei turisti cinesi. In termini di occupazione camere questo si traduce in oltre il 90% di occupazione a Venezia, 85% a Roma, seguita da Firenze con un buon 75%.

È interessante anche il risultato di Milano e Torino con rispettivamente il 67 e il 65% delle camere prenotate. Gettonatissimi gli agriturismi, in alcune strutture si registra già il tutto esaurito grazie alla voglia di stare all’aria aperta alla ricerca del buon cibo. Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, afferma: “Continua la fase di crescita del turismo italiano che però tende a concentrarsi soprattutto in alcuni momenti specifici dell’anno. È necessario lavorare tutti insieme per accogliere viaggiatori 365 giorni l’anno”. Ma tutto questo sarebbe avvenuto anche lasciando la Venere lì dove si trova, nella più bella Galleria del mondo, senza far arrabbiare un Sandro Botticelli sicuramente geloso e oroglioso delle vedute e dei costumi della Firenze del 1486, governata da Lorenzo Il Magnifico. Ossia quella Firenze che, grazie al testamento di Maria Luisa, ultima dei Medici, non ha bisogno di campagne pubblicitarie per far arrivare gente da ogni dove, ormai in ogni periodo dell’anno.

25 aprile, Botticelli, primo maggio, Venere


Sandro Bennucci

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