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25 aprile, Mattarella: “Tenere viva la memoria”. La Russa va a Praga. Il Pd vuol far cantare a tutti “Bella ciao”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Altare della Patria (Foto d’archivio)

Il Presidente, Sergio Mattarella, ricorda che “bisogna tenere viva la memomoria delle atrocità nazi-fasciste ma soprattutto non dimenticare quanti lottarono e permisero la liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista”. Con questo monito, il Capo dello Stato, anticipa le celebrazioni del 25 aprile che mai come quest’anno, con l’avvento di un governo di “destra-centro”, disegnano un Paese spaccato da lacerazioni antiche, tese a riportare, anche per convenienza politica, l’orologio indietro di 80 anni.

Ma diamo un’occhiata all’agenda istituzionale della giornata: il presidente della Repubblica, dopo la cerimonia all’Altare della Patria, sarà in Piemonte, con una tappa simbolica a Boves, teatro della prima strage compiuta in Italia dai nazisti (24 civili trucidati, 350 case date alle fiamme) eseguita il 19 settembre del 1943 per punire gli italiani traditori dell’8 settembre. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sarà anche lui all’Altare della Patria, prima di volare oltreconfine, a Praga, per omaggiare la figura di Jan Palach, il giovane cecoslovacco diventato simbolo dell’anti-comunismo: il 16 gennaio 1969 si suicidò dandosi fuoco per protestare contro l’invasione sovietica proprio in piazza san Venceslao, dove il presidente del Senato depositerà una corona. La Russa, a Praga, visiterà anche il campo di concentramento di Theresienstadt.

In questo quadro non si inserisce palazzo Chigi: Giorgia Meloni si dovrebbe infatti limitare alla parte strettamente istituzionale del passaggio all’Altare della Patria insieme al capo dello Stato, con lo stesso La Russa e il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. L’appello di Gianfranco Fini, uomo simbolo della svolta moderata di Fiuggi, a pronunciare con chiarezza la parola antifascismo non sembra al momento essere stato accolto.

Le città italiane si apprestano a celebrare la giornata che ricorda la liberazione dal nazi-fascismo: se l’opposizione conferma le tradizionali occasioni nelle città e nei punti della memoria, il centrodestra chiede di superare le divisioni ma al suo interno, a sua volta, emergono, se non divisioni, approcci diversi. Il presidente della Camera Fontana si è smarcato con decisione spiegando di sentirsi “pienamente antifascista”. Salvini conferma solo che celebrerà il 25 aprile, ma ribadisce che “sarebbe ora che alcune date importanti come il 25 aprile e il primo maggio unissero e non fossero motivo di polemica e di divisione”.

Forza Italia resta in una linea ben più prudente e il ministro degli Esteri, a nome del governo, sarà alle Fosse Ardeatine. La segretaria del Pd, Elly Schlein, parteciperà al tradizionale corteo di Milano e molti dell’opposizione saranno a Roma al corteo dell’Anpi dalle Fosse Ardeatine e a Porta San Paolo. Una delegazione di Italia Viva andrà in via Rasella, mentre il leader di M5S Giuseppe Conte sarà al museo storico della Liberazione. Infine ritorna in ballo Bella ciao: il Pd chiede che la canzone simbolo della Resistenza venga suonata ufficialmente in tutte le cerimonie del 25 aprile.

25 aprile, Bella ciao, La Russa, Mattarella, Meloni


Ernesto Giusti


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