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Santanchè in Senato: “Solo campagna d’odio. Chi mi attacca chiedeva di prenotare al Twiga”. Avviso di garanzia secretato

ROMA – Battaglia, in Senato, sull’informativa della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, dopo un’inchiesta di Report che ha coinvolto le sue aziende. Santanchè si difende, spiega di non aver ricevuto avvisi di garanzia e punta il dito contro “una campagna d’odio” in atto nei suoi confronti. La maggioranza fa quadrato, mentre le opposizioni attaccano. “Mi fa sorridere che le critiche più feroci vengano da molti, da molti che in privato hanno tutto un altro atteggiamento nei miei confronti e che a volte prenotano nei locali (tipo il Twiga, ndr) che io ho fondato”.

In giornata è stato chiarito che la Santanchè risulta indagata almeno dallo scorso novembre per bancarotta e falso in bilancio in merito a presunte irregolarita’ nella gestione delle societa’ del gruppo Visibilia, da lei stessa fondato. Da mesi – come riferiscono fonti della Procura di Milano – l’iscrizione del suo nome nel registro delle notizie di reato non è più secretata. Lo è stato per un periodo di tre mesi non rinnovabili come prevede il codice di procedura penale per scelta degli inquirenti che hanno ravvisato “specifiche esigenze attinenti all’attivita’ di indagine”. Motivo per cui l’istanza presentata a inizio anno dai suoi avvocati per verificare il suo eventuale stato di indagata aveva dato esito negativo. 

Per questo lei, Daniela Santanchè, al momento dell’informativa in Aula, ha ribadigto di non aver notizia di essere indagata: “Affermo sul mio onore che non sono stata raggiunta da alcun avviso di garanzia e che anzi per escluderlo ho chiesto ai miei avvocati di verificare che non ci fossero dubbi”, ha sottolineato Santanchè.

“Spero vorrete darmi atto che a fronte della richiesta di alcuni gruppi di opposizione e dico alcuni e non tutti, ho subito dato la disponibilità a riferire cosa che qualcuno considera ha anche considerato eccessiva”, ha affermato la ministra.

Contro di me è in atto una strumentalizzazione politica. Sono qui per difendere il mio onore e quello di mio figlio. Sono qui per il rispetto che deve a questo luogo e ai cittadini che rappresentiamo”, ha detto Santanchè. Dalla stampa arrivano “pratiche sporche e schifose”, ha sottolineato la ministra del Turismo. “Ringrazio per la solidarietà i ministri e la presidente del consiglio. Ho preferito non fare pesare al governo le conseguenze di una campagna di vero e proprio odio nei miei confronti”.

Eancora: “Faccio impresa da quando avevo 25 anni, sono partita da Cuneo con la forza del lavoro contando solo su me stessa, ho raccolto importanti successi imprenditoriali, sono fiera di aver dato lavoro a tante persone. Ho investito nella pubblicità nell’intrattenimento e poi nell’editoria. Ho potuto scrivere pagine di sucesso. Non mi sono mai appropriata di nulla che non mi appartiene, non ho mai abusato delle mie posizioni apicali delle aziende, sfido chiunque a dimostrare il contrario”.

“Ho fatto ricorso a strumenti messi a disposizione di tutte le imprese dalle leggi ancora vigenti. Il mio progetto di ristrutturazione è molto più virtuoso di quello di altre aziende nelle stesse condizioni. Essere un imprenditore e anche un politico non significa che gli sia proibito fare ricorso alle leggi vigenti, non ho avuto favoritismi, ma nemmeno ci deve essere un’indebita penalizzazione ad personam”.

Entrando nel merito delle società, “da Ki group srl ho incassato 27mila euro lordi in tre anni, una media di 9mila euro l’anno per gli anni precendeti, tra 2014 e 2018 in cui la società ha fatto margini operativi positivi, ho percepito dalla capogruppo un valore lordo annuio di circa 100mila euro”, ha detto Santanchè sottolineando che non si tratta dei “compensi stratosferici” di cui si è parlato.

“Non ho mai avuto nessun controllo nel settore dell’alimentare bioligico come molti media hanno raccontato”, ha proseguito la ministra. “Nel 2010 il gruppo del settore biologico (di cui si parla ndr) è stato preso non da me, ma dal padre di mio figlio con cui non avevo più alcun legame e comunque con il suo intervento i lavoratori hanno avuto 12 mesi di retribuzione”.

“Per questa complessa operazione di risanamento” delle 4 società Visibilia “ho messo a disposizione il mio patrimonio, per tutto ciò mi sarei quasi aspettata un plauso e sfido chiuqnue a indicarmi un numero cospicuo di persone che impegnano tutto il patrimonio per salvare le aziende”.

“Cosa resta alla fine: note di colore sul mio abbigliamento, per le case, per le mie amicizie, per i nomignoli che mi sono stati dati. Mi hanno anche accusato erroneamente di aver preso delle multe in sosta vietata quando le multe erano dell’arma dei carabinieri a cui avevo dato in comodato una mia auto per rinunciare ad una di scorta. Io non ho nessuna multa da pagare“.

L’aula del Senato ha ascoltato con grande attenzione e compostezza l’informativa della ministra Daniela Santanchè, durata quasi 40 minuti, e conclusasi con un breve applauso partito dai banchi della maggioranza e del governo. Due gli altri brevi applausi della maggioranza alla ministra durante il suo intervento. La prima volta quando ha invitato tutti a “reagire” all’attacco dei giornali “che potrebbe colpire qualsiasi cittadino”. La seconda quando ha affermato che a colpirla sono persone che frequentano i suoi locali di intrattenimento. Dai banchi delle opposizioni due volte si è levato un brusio prolungato, quando ha attaccato il quotidiano Domani per l’odierno articolo in cui si afferma che è indagata.

 NON E’ PIU’ SECRETATA L’ISCRIZIONE DI SANTANCHE’ NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI

Non è più secretata l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Milano della ministra del Turismo Daniela Santanchè, nei cui confronti e in quelli di altre persone è aperta un’indagine per bancarotta e falso in bilancio su Visibilia, il gruppo da lei fondato e nel quale è rimasta fino al 2022. Lo si apprende da fonti della Procura. La normativa, infatti, prevede che il segreto sulle iscrizioni si possa mantenere soltanto “per un periodo non superiore a tre mesi e non” è “rinnovabile”.

LE REPLICHE

Patuanelli: depositata mozione di sfiducia M5s a Santanché. “Abbiamo da pochi minuti presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti”. Lo ha detto il capogruppo del Movimento cinque stelle al Senato Stefano Patuanelli al termine del suo intervento in Aula dopo l’informativa della ministra Santanchè. In Aula è scattato il coro del gruppo pentastellato ‘Dimissioni, dimissioni’.

Santanche’, Romeo (Lega): ‘Noi solidali con ministro. Ha chiarito ed ora si va avanti’

Il M5s presenta una mozione di sfiducia. La segretaria del Pd Elly Schlein assicura che il suo partito la voterà: “Alla ministra Santanchè non resta che dimettersi”, dichiara in serata.

Posizioni diverse per Italia Viva e Azione. Borghi di Iv non chiede le dimissioni di Santanché: “Valuti lei”. Calenda parla invece di “spiegazioni omissive” e chiede che la ministra valuti un passo indietro. “C’è una profonda differenza tra essere garantisti e sostenere che comportamenti gravemente inappropriati di un membro di governo debbano essere considerati irrilevanti fino a eventuale sentenza passata in giudicato”, dice il leader di Azione in una replica implicita a Matteo Renzi. Poi Calenda precisa: “Non voteremo sfiducia M5s, è un’idiozia che rafforza centrodestra”.

Borghi: non chiediamo dimissioni,valutazione a lei. “Vogliamo emanciparci” da un passato in cui sono state chieste dimissioni anche senza avvisi di garanzia. Lo ha detto Enrico Borghi parlando in Aula al Senato per il Terzo Polo e citando una serie di casi, da Josefa Idem a Ignazio Marino. “Non ci iscriviamo – ha aggiunto – a una logica faziosa, cogliamo il dato politico” e “non chiediamo a voi le dimissioni come voi le avete chieste ma diciamo che ogni valutazione è nelle sue mani e nelle mani del presidente del consiglio che si assume la responsabilità e se c’è dell’altro tragga le sue valutazioni la valutazione è tutta nelle sue mani”.

Misiani: Santanchè sia coerente e rassegni le dimissioni. “Siamo rimasti impressionati dalle parole della ministra. Non siamo gli unici a giudicare dal nervosismo nei banchi del governo. A differenza di tanti altri gruppi, per noi vale sempre il principio di presunzione d’innocenza. Ma abbiamo il dovere di discutere di opportunità politica. Noi non abbiamo avuto risposte chiare e a questo punto le chiederemo ai ministri competenti, a Calderone, Urso e Giorgetti. Le dimissioni da ministro sarebbero un gesto importante e significativo. E non sono parole mie, ma della presidente Meloni sul caso Josefa Idem. Non è stata chiarita dalla ministra una galleria di ombre e di brutture. La nostra interrogazione non ha avuto risposta: il prestito da 2,7 milioni non è stato chiarito. È un grave problema di opportunità politica: può una ministra avere un debito nei confronti dello Stato? Secondo noi no, non può rimanere al suo posto. Ministra Santanchè oggi in quest’Aula le chiediamo di essere coerente e di rassegnare le dimissioni”. Lo ha dichiarato il senatore del Pd Antonio Misiani.

Romeo (Lega): ha dato tutti i chiarimenti necessari. La ringraziamo perché è stata disponibile a venire in Aula mettendoci la faccia. Un atto di trasparenza non dovuto, perché non può essere un’inchiesta giornalistica a determinare che un ministro venga o meno a riferire in Aula. Lo troviamo un fatto preoccupante. Oggi conta il peso delle accuse mediatiche nei confronti delle persone e non la qualità o la quantità delle accuse. Noi della Lega ne sappiamo qualcosa: vi ricordate il caso Metropol?”. Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo nell’ambito della discussione dopo l’informativa della ministra Daniela Santanché. Dopo una breve contestazione in Aula il senatore si è rivolto ai banchi dell’opposizione dicendo: “se non avete paura di quello che dico state zitti”. “Non entreremo – ha aggiunto – nel merito delle accuse che le sono state rivolte. Ha dato tutti i chiarimenti necessari. Nessuno ha mai visto un atto giudiziario? Di cosa stiamo parlando in quest’Aula oggi”. Nel corso dell’intervento, Romeo si è rivolto anche ai senatori di Italia Viva dicendo: “voi di Italia Viva non ci avete pensato due volte per mandare a processo Salvini”.

Zanettin (FI): solo indiscrezioni stampa,chiudiamola qui 
“Le questioni al centro dell’informativa del Ministro Santanché sono state poste solo da inchieste e indiscrezioni di stampa: questo dovrebbe bastare a chiudere qui la discussione. È il motivo per cui Forza Italia, con la capogruppo Ronzulli, ha espresso un parere fortemente contrario all’informativa: il Parlamento non è un tribunale né un ufficio di procura”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro Santanché. “Quanto alla fantomatica iscrizione nel registro degli indagati – ha proseguito -, la diffusione a mezzo stampa della notizia, peraltro con riferimento a un’inchiesta secretata, è barbarie e populismo giudiziario. Non ci hanno insegnato nulla tanti processi mediatici sommari, a partire da quelli che hanno interessato il Presidente Berlusconi, che hanno fatto tanti danni alle persone e che poi si sono risolti in tante bolle di sapone? Se poi dovesse trattarsi dell’ennesima fuga di notizie, sarebbe bene che la Procura di Milano facesse i necessari accertamenti. Noi abbiamo il massimo rispetto verso gli sforzi e i sacrifici fatti dal Ministro per le sue imprese e esprimiamo al Ministro la nostra solidarietà. Chi ha voluto questa informativa sperando in una maggioranza non compatta è stato deluso”, ha concluso.

Magni (Avs): chiediamo le sue dimissioni. “La sua autodifesa non ci ha convinto e riteniamo che non abbia chiarito e addirittura in alcuni casi eluso le domande che le stiamo rivolgendo in questi giorni”. Così il senatore Tino Magni, parlando per Avs nell’ambito della discussione in Senato dopo l’informativa della ministra Santanché. Magni ha citato il caso di Josefa Idem per la quale il centrodestra ha chiesto in passato le dimissioni da ministra. “Lei – ha concluso – dimostra una certa arroganza, un disprezzo per le regole. Credo che non possa continuare a rappresentare questa nazione. Per quanto ci riguarda chiediamo che non la rappresenti più e quindi si dimetta”.

De Poli: le rinnoviamo la nostra fiducia. “La nostra posizione è in piena coerenza con la nostra storia: siamo garantisti e il nostro non è un garantismo a senso unico”. Lo ha detto il capogruppo di Noi Moderati, Antonio De Poli, in Aula al Senato dopo l’informativa della ministra Santanché. “Le rinnoviamo la nostra fiducia – ha detto De Poli – e ci auguriamo che il suo intervento, per il quale la ringraziamo, contribuisca a svelenire il clima: non possiamo pensare che il Parlamento si trasformi in un’aula giudiziaria”.

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Ernesto Giusti


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