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San Gimignano: bimbo di 1 anno in arresto cardiaco. Il nonno lo salva guidato al telefono dal 118

Sara Feragalli, infermiera della centrale emergenza di Siena che ha preso la chiamata

SAN GIMIGNANO (SIENA) – L’incredibile storia del nonno-eroe di San Gimignano: tanto sangue freddo e una straordinaria concentrazione per riuscire a seguire le istruzioni telefoniche del 118. Così un nonno guidato al telefono da un’operatrice della centrale operativa del 118 è riuscito a salvare la vita del nipotino di circa un anno, che aveva smesso di respirare, a Monteoliveto, nel comune di San Gimignano (Siena).

Le condizioni del piccolo, ricoverato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, sono buone: il bimbo è stato ricoverato in osservazione breve al pronto soccorso. Tutto è accaduto poco prima delle 19 di ieri, 20 luglio 2023, quando alla centrale del 118 dell’Azienda sanitaria Toscana sud est, che oggi ha reso noto l’accaduto, è arrivata una chiamata con una richiesta di soccorso da Monteoliveto, nel comune di Gimignano (Siena) per un “infante in arresto cardiaco su base asfittica”.

A prendere la chiamata è Sara Feragalli, infermiera dell’emergenza-urgenza della centrale di Siena-Grosseto che accertata la gravità della situazione ha chiesto al nonno di mettere il telefono in viva voce per poter avere le mani libere e di seguire le sue istruzioni.

“Quando un bambino così piccolo va in arresto – racconta Feragalli – molto probabilmente ha avuto un’ostruzione delle vie aree. I parenti hanno chiamato perché non rispondeva e non dava più segni di vita”. Dando poche istruzioni per volta, ma molto precise l’operatrice ha guidato il nonno nelle operazioni.

“Ho trasmesso al mio interlocutore tutto ciò che avrei fatto io, con sicurezza – racconta Ferragalli -. Senza un riferimento visivo, è difficile capire se la persona le effettua correttamente. Per questo, ho cercato di essere più specifica possibile e di trasmettere le cose giuste per ridurre il margine di errore. Ho suddiviso in microperazioni chiedendo via via se fossero state eseguite”.

“Il nonno – aggiunge Feragalli – è stato straordinario, ha messo in pratica tutto quello che gli dicevo, è sempre stato concentrato, nonostante il difficile coinvolgimento emotivo. Ogni giorno abbiamo a che fare con eventi critici che sono la normalità, ma di questa vicenda è stato straordinario trovare un interlocutore, non medico, così concentrato che è riuscito ad arrivare a un esito così positivo”.

Mentre l’operatrice guidava il nonno, una collega ha subito attivato l’elisoccorso. “Quando è arrivato il Pesago – continua Ferragalli – il bambino aveva già ripreso a respirare grazie al nonno. È una catena che ha funzionato in ogni sua parte”. 

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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