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Reddito di cittadinanza: 506 milioni di euro dati a chi non aveva diritto. La ministra: “E’ il lavoro il rimedio alla povertà”

“Ben 506 milioni sono andati a chi non ne aveva diritto”. La ministra Marina Calderone non cede a chi chiede la proroga al reddito di cittadinanza. E aggiunge: “E’ il lavoro il rimedio vero contro la povertà”. E annuncia che dal primo settembre, come previsto, sarà operativa la piattaforma Siisl, alla quale dovranno iscriversi sia coloro che vorranno chiedere il Supporto alla formazione lavoro sia quelli che continuano a percepire fino a dicembre il Reddito di cittadinanza e avranno da gennaio l’Assegno di inclusione.

Anche l’Inps ribadisce l’impegno nell’attuazione della riforma e il Commissario straordinario, Micaela Gelera, si scusa sulle modalità di comunicazione della sospensione del Reddito affermando che l’sms “avrebbe dovuto essere più accurato nei contenuti e nella forma”. Si valuta intanto una nuova modalità di comunicazione alle persone che avranno il beneficio sospeso nei prossimi mesi.

Secondo fonti Inps a fine agosto arriverà una comunicazione di sospensione ad altri 30mila beneficiari per arrivare fino a fine anno a poco meno di 80mila oltre ai 159mila messaggi già inviati. Il tema continua a scaldare la politica. Dall’opposizione si mantiene alta la polemica con il leader del Movimento Cinque stelle, Giuseppe Conte, che lancia l’allarme sulla possibilità che dopo l’estate ci sia un “disastro sociale”. Il Pd chiede di rinviare tutto a settembre mentre la maggioranza sostiene il superamento dell’attuale reddito di cittadinanza. I numeri li fornisce la ministra al Senato.

Per il reddito di cittadinanza sono stati spesi in poco più di quattro anni (da aprile 2019 a giugno 2023) oltre 31,5 milioni di euro assicurando sostegno a quasi 1,15 milioni di famiglie in media al mese. Ma è mancata quasi del tutto la seconda gamba del progetto che era quella dell’attivazione al lavoro con poco più di 108mila tra i 257mila iscritti al programma Gol che hanno ricevuto un’azione di politica attiva. A sei mesi dall’iscrizione al programma a giugno avevano iniziato un nuovo rapporto di lavoro in circa 11mila beneficiari del reddito.

Uno dei passaggi chiave è quello della nuova piattaforma. Il Siisl (il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) dovrebbe essere pronto dal primo settembre. Si dovranno iscrivere sia coloro che continuano a percepire il Reddito di cittadinanza (poiché hanno componenti minori, disabili o over 60 in famiglia o perché in una situazione di disagio sociale certificato dai servizi sociali) sia quelli che vogliono attivarsi e che vogliono chiedere il Supporto alla formazione e il lavoro (350 euro al mese per un massimo di 12 mesi, misura che è personale e quindi può essere chiesta da più persone nella stessa famiglia).

“La piattaforma Siisl – ha spiegato Gelera – creerà per la prima volta un sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro allo scopo di agevolare l’occupazione”. Il percorso che partirà con una domanda sul sito web dell’Inps o tramite i patronati sarà guidato per “la sottoscrizione di un patto di attivazione digitale, la necessità di contattare le Agenzie per il lavoro e poi la successiva sottoscrizione di un patto di servizio personalizzato presso i centri per l’impiego”.

Il tema resta quello dell’occupabilità reale delle persone con poco più del 10% che risulta vicino al mercato del lavoro e la grande maggioranza che ha bisogno di percorsi di riqualificazione e di inclusione. “La nostra sollecitudine e attenzione sui rischi di marginalità sociale – ha detto Calderone in una informativa al Senato – sono evidenti e innegabili. Non rinunciamo però a vedere nel lavoro il rimedio vero alla povertà. Pur consapevoli che il bisogno è generalmente multidimensionale e che alla povertà reddituale spesso si accompagnano la povertà educativa e altri segni di deprivazione sociale continuiamo a credere che il lavoro sia sempre il mezzo migliore per porre rimedio duraturo alle condizioni di indigenza”. 

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Ernesto Giusti


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