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Israele: l’ex 007, “beffati perchè Hamas ha addestrato anche ragazzi col deltaplano nel deserto”

Sean Connery nei panni dell’agente 007 James Bond (foto d’archivio)

Era sinonimo di massima efficienza, il Mossad. I suoi agenti sapevano tutto. Negli anni Settanta, quando vedevano i film di Sean Connery, ridevano perchè lo consideravano naif. Almeno al loro confronto, visto che potevano vantarsi di essere stati fondamentali nella guerra dei “sei giorni”, vinta da Moshe Dayan anche grazie alle loro informazioni preziose e sconvolgenti. Ed erano stati, gli agenti del Mossad, straordinari nel fornire ogni dettaglio, nel 1976, agli incusori con la stella di David che liberarono gli ostaggi israeliani all’aeroporto di Entebbe, in Uganda.

Stavolta no. I servizi segreti israeliani hanno fallito. Il Mossad non ha saputo prevedere la massiccia offensiva di Hamas. Perchè? Alla domanda ha risposto Marco Mancini, ex capo del controspionaggio italiano, intervista da Mixer.

“Il Mossad – ha spiegato Mancini – non è stato sopravvalutato, ma ha avuto la sconfitta più grande della sua storia. Ma non solo il Mossad, anche lo Shin Bet, quindi i servizi segreti israeliani sono stati beffati dalla più grande operazione che sia avvenuta mai in Medioriente, ovvero il controspionaggio di Hamas”.

Sì, ma perchè? Ancora Mancini: “Un servizio segreto che funziona deve essere imperniato sulla attività ‘humint’, sul reclutamento di fonti umane. Le fonti tecniche sono un supporto degli umani non una sostituzione. Hamas infiltra il Mossad e lo Shin Bet e propala notizie e questo si può sconfiggere solo con il reclutamento di fonti umane”.

Sulle mancate informazioni preventive, Mancini ha spiegato: “C’è stata una decadenza a livello mondiale dell’uso del fattore humint, quella che è sempre stata la base di tutte le intelligence del mondo. Hamas ha mandato e propalato notizie attraverso finte fonti, tranquillizzando i vertici di Tel Aviv. Sono stati reclutati ragazzi quando avevano 10-11 anni non a lanciare con le fionde i sassi. Se voi vedete i sequestratori hanno tra i 18-20-25 anni. Il loro capo ha 60 anni, loro no. Non hanno un’età avanzata”.

Morale? Mancini ha chiuso così: “Sono stati selezionati e addestrati, questi ragazzi. Sono andati in Egitto con il deltaplano. È già da 20 anni che si usa il deltaplano. Ci sono scuole di volo nel deserto dell’Egitto. E Israele non sapeva niente perché sennò non si sarebbe fatto sequestrare oltre 200 persone”.


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze PostScrivi al Direttore

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