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Ue: manovra dell’Italia “non in linea”. Ma il Paese non è bocciato. Nessuna azione correttiva. Giorgetti: “Era tutto previsto”

Paolo Gentiloni (Foto Ue)

Il documento programmatico dell’Italia per il 2024 è stato giudicato dalla Commissione Ue “non pienamente in linea” alle raccomandazioni del Consiglio, con quelli di altri otto Paesi, Germania inclusa. Ma non è una bocciatura e non saranno chieste “manovre correttive”.

L’invito all’Italia è quello di “tenersi pronta” ad adottare le misure necessarie. Ma a domanda diretta, ossia se l’Unione Europea chiederà a Roma una manovra correttiva, la risposta del commissario, Paolo Gentiloni, è stata questa: “No. I nostri inviti sono, diciamo così, uniformi per i vari gruppi di Paesi. E per i Paesi non pienamente in linea sono inviti a prendere le misure opportune e non a fare manovre correttive”.

Italia bocciata? “Non si tratta di una bocciatura, si tratta di un invito alla prudenza di bilancio e di un invito a utilizzare al meglio le risorse comuni europee”, ha detto il commissario europeo Paolo Gentiloni in conferenza stampa rispetto al parere Ue sulla manovra dell’Italia. Aggiungendo: “Noi, per definizione, abbiamo un rapporto costruttivo col Governo italiano, come con i governi dell’Unione in generale”.

Le reazioni da Roma? “Accogliamo il giudizio della commissione – così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sul giudizio espresso dalla commissione sulla manovra -. Tutto come previsto: nonostante l’eredità dell’impatto negativo di energia e superbonus andiamo avanti con sano realismo”.

Nel caso di questa legge di bilancio “la nostra opinione dice che non è pienamente in linea con le raccomandazioni europee”, tradotto “non è una bocciatura”. 

A quattro Paesi giudicati “non in linea”, Francia inclusa, viene invece chiesto di adottare le misure per garantire che il bilancio 2024 sia in linea con le raccomandazioni.

L’Italia, secondo l’esecutivo Ue, si trova poi di nuovo in squilibrio macroeconomico e secondo l’iter dovrà condurre esami approfonditi con altri 11 Paesi, Germania inclusa. 

Le raccomandazioni Ue all’Italia per il 2024 chiedevano di limitare la crescita della spesa all’1,3%, e secondo le ultime previsioni Ue sarà lo 0,9%, afferma la Commissione Ue nel parere sul documento programmatico dell’Italia. Con il superbonus, però, nel 2023 è stata superiore alle attese e tenendo conto dello “scenario di base” nella conformità della manovra “il conseguente tasso di crescita nel 2024 sarebbe superiore al tasso di crescita raccomandato, dello 0,6% del Pil”. 

“La spesa primaria netta finanziata a livello nazionale – si legge – è valutata come non completamente in linea con la raccomandazione”. 

La Commissione Ue ritiene “che l’Italia abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda gli elementi strutturali delle raccomandazioni di bilancio formulate dal Consiglio il 14 luglio 2023 e invita le autorità italiane ad accelerare i progressi”. 

“Nel complesso, i frequenti cambiamenti nella politica fiscale aumentano l’incertezza nell’economia, rendendo il sistema fiscale più complesso e aumentando l’onere sulle imprese e sulle famiglie adempienti”, afferma la Commissione europea nell’esame del documento programmatico di bilancio dell’Italia, ricordando che le raccomandazioni al Paese sono “di ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e di rendere il sistema fiscale più efficiente”, attuare la legge delega sulla riforma fiscale, preservando la progressività del sistema fiscale e migliorando l’equità, e di “allineare i valori catastali agli attuali valori di mercato. 

L’anno prossimo “la Commissione intende aprire procedure di deficit eccessivo in base all’esito dei dati di bilancio del 2023”, ha sottolineato il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis ricordando che il limite dei trattati è il tetto del deficit al 3% del Pil. “Guarderemo ai dati di Eurostat che arriveranno credo a marzo. Quelli saranno i dati che considereremo per prendere questa decisione a fine giugno 2024”, ha spiegato il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni. 

“E’ chiaro che non c’è formalmente alcun legame” tra la questione del Mes e la riforma del Patto. Dopodiché in termini politici ognuno può fare le conclusioni che ritiene” ed “è chiaro che c’è un interesse da parte dei Paesi Ue a giungere ad una conclusione sull’emendamento allo statuto del Mes che è stato adottato all’unanimità più di due anni fa – ha detto il commissario Ue all’Economia Gentiloni rispondendo a chi gli chiede se una ratifica del Mes entro l’anno da parte dell’Italia non possa facilitare i negoziati sul Patto -. Che questa partita la si voglia chiudere è chiaro e comprensibile”.

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Sandro Bennucci

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