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Bagno a Ripoli, anziani morirono nell’incendio della casa: fermata una persona

L’incendio del 5 dicembre 2023 nella casa di Bagno a Ripoli, dove morirono Umberto Della Nave e sua moglie Dina Del Lungo

BAGNO A RIPOLI – Per la morte di Umberto Della Nave, 84 anni, negoziante molto noto nella zona, e di sua moglie, Dina Del Lungo, 81, invalida, avvenuta nell’incendio della loro casa, il 5 dicembre 2023, i carabinieri hanno fermato una persona.

Al momento non sonoancora note le accuse, ma a questo punto potrebbe cadere l’ipotesi che le fiamme fossero state provocate da un corto circuito elettrico. Non è da escludere che si possa essere trattato di un atto volontario.

AGGIORNAMENTO DELLE 13,15

Secondo gli investigatori, i coniugi non sarebbero morti nel rogo, ma sarebbero stati uccisi prima. L’abitazione sarebbe stata poi data alle fiamme per depistare le indagini. I carabinieri, ieri 11 dicembre 2023, hanno sottoposto un uomo a fermo d’indiziato di delitto.

Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, l’indagato avrebbe picchiato a morte l’anziano e poi avrebbe strangolato la moglie. Ancora da chiarire l’eventuale movente.

AGGIORNAMENTO DELLE 19,30

 Ci sarebbe una rapina e forse anche una storia di usura dietro l’incendio scoppiato in un’abitazione a Bagno a Ripoli (Firenze), in via Roma, in località Osteria Nuova, lo scorso 5 dicembre, dove furono trovati i corpi carbonizzati dei coniugi Umberto Della Nave, 83 anni, e Dina Del Lungo, 81 anni.

La svolta è arrivata con gli ultimi sviluppi delle indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale di Firenze coordinati dalla Procura: “l’incendio si era sviluppato dolosamente e con la finalità di coprire l’omicidio dei due e la seguente rapina di denaro”, spiega in un comunicato il procuratore capo Filippo Spiezia.

I carabinieri, nella tarda serata di lunedì 11 dicembre 2023, hanno sottoposto a fermo d’iniziato di delitto un uomo di 46 anni di origine calabrese, residente nella zona, che ora si trova rinchiuso nel carcere fiorentino di Sollicciano.

In particolare, le attività di natura tecnica, l’esito degli esami autoptici e la comparazione delle tracce del reato e di ogni elemento raccolto sulla scena del crimine “hanno consentito di cristallizzare la presenza del fermato all’interno dell’abitazione, il quale conosceva Umberto Della Nave”.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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