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Elezioni regionali e candidati: Meloni aspetta le mosse di Salvini e Tajani blinda Bardi. Il generale Vannacci aspetta

Antonio Tajani, Matteo Salvini, Giorgia Meloni (Foto d’archivio)

Nel mezzo una specie di scacchiera: ai lati Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani impegnati a sceglierer i candidati per le regionali. Se qualcuno stravincesse, per esempio Fratelli d’Italia, metterebbe a rischio il governo. Nessuno vuole questo e allora lì, a giocarsela con mosse e contromosse. Intanto la Lega deve ancora definire più di una questione, come quella che riguarda un eventuale investimento sul generale Roberto Vannacci alle europee.

Ma andiamo per ordine. Il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, scelto da FdI, continua con la sua campagna elettorale per la presidenza della Sardegna e insiste nell’invitare la Lega a sostenerlo, malgrado finora Matteo Salvini abbia spinto ufficialmente per la conferma del presidente uscente, Christian Solinas. Insomma, FdI aspetta le mosse di Salvini, che nelle prossime ore potrebbe lanciare un segnale: per domani pomeriggio, a Milano, ha convocato il consiglio federale del partito “per fare il punto della situazione politica”.

Uno degli elementi in ballo nel confronto fra gli alleati potrebbe essere la scelta del candidato in Basilicata. Forza Italia punta sull’uscente, l’azzurro Vito Bardi. Ma Lega e FdI potrebbero pretendere un nome diverso. Magari un esponente civico, o d’area. Cominciando a sentire la terra tremare, il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, blinda il “suo” governatore: “Sono convinto che sulle candidature si troveranno gli accordi in tutte le Regioni dove si vota – dice – E’ ovvio che Vito Bardi, nostro candidato in Basilicata, non è in discussione. Vito Bardi è il candidato alla presidenza della Regione Basilicata. Perché ha fatto bene. Ci sono delle risposte concrete: in Basilicata non si paga il gas, non si paga l’acqua, e credo che sono cose che ai cittadini lucani abbiano fatto piacere. Quindi, Bardi non si tocca”.

Parole che non sono scivolate via: “In FdI non c’è alcuna intenzione di affossare Forza Italia”, commenta a taccuini chiusi un esponente del partito di Meloni. Resta comunque sul piatto lo squilibrio fra le regioni al voto nei prossimi mesi: il partito più forte della coalizione, FdI, ha due candidati: Truzzu in Sardegna e Marco Marsilio in Abruzzo.

La Lega, secondo partito, al momento ne ha uno, con la conferma di Donatella Tesei in Umbria. Forza Italia ne avrebbe invece due: oltre a Bardi, l’uscente Alberto Cirio in Piemonte. In ogni caso, per prima cosa, bisogna sciogliere il nodo Sardegna.

Fra gli alleati, la sensazione è che spetti a Salvini decidere, perché Solinas – raccontano – sarebbe disponibile a fare un passo indietro, come tutti si aspettavano nei giorni scorsi, aprendo la strada al sostegno della Lega a Truzzu. C’è chi sostiene che il governatore avesse messo in conto l’ipotesi di farsi da parte già nella riunione fiume del centrodestra da cui è uscito a maggioranza il nome di Truzzu, ma col “no” di Lega e Partito sardo d’Azione.

Non sono ancora in programma vertici fra i leader di partito, anche se, giocoforza, nei ruoli di premier e vicepremier, Meloni, Tajani e Salvini martedì dovranno vedersi, seduti tutti allo stesso tavolo per il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. D’altronde il tempo stringe.

Le elezioni in Sardegna sono fissate per il 25 febbraio, in queste ore scadono i termini per la presentazione dei simboli e entro mezzogiorno del 25 gennaio dovranno essere presentate ufficialmente le liste con le candidature alla carica di presidente della Regione, insieme al programma politico.

Al momento, oltre a Truzzu e all’ipotesi Solinas, per il centrodestra è in corsa come indipendente Alessandra Zedda, ex vicepresidente della giunta Solinas con Fi. Anche a lei – come a Lega e al partito sardo d’Azione – Truzzu ha rivolto un appello all’unità: “Il tuo posto è con noi”.

Restano poi sul tavolo della trattativa le questioni del terzo mandato per i governatori – che la Lega fortemente vuole, ma che FdI e Forza Italia contrastano – e i dettagli della riforma delle Autonomie. Ma sarà difficile sovrapporre temi che si spingono così in là nel tempo alla scelta del governatore di una regione che va al voto fra un mese. Mentre il futuro di Solinas potrebbe avere come sbocco una candidatura alle europee.

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Sandro Bennucci

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