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Inaugurazione anno giudiziario 2024: sulla Toscana le mani della mafia. Mistero Kata. Nencini: “Mancano 16 magistrati”

L’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024 a Firenze, la relazione di Alessandro Nencini, presidente della Corte d’Appello (Foto Corte d’Appello di Firenze)

FIRENZE – “L’assemblea della corte d’appello di Firenze, per un caso, si riunisce in una giornata dedicata alla memoria e per noi giuristi questa memoria ritorna al 17 novembre 1938 quando furono emanate le norme a difesa della razza”. Così il presidente della corte d’appello di Firenze, Alessandro Nencini, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, alla quale è intervenuto anche il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli.

“Fu l’inizio – ha continuato Nencini – le leggi costituirono la base giuridica di quella tragedia che travolse decine di migliaia di cittadini italiani e segnò la fine dei diritti civili – ha proseguito -. Un pensiero va fatto al ruolo che ha avuto la giustizia in quella immane tragedia, perché non si ripeta in futuro. Va fatto perché i recenti fatti italiani e tedeschi dimostrano che è presente un germe di razzismo”. 

MANCANO MAGISTRATI – Quindi l’emergenza attuale per la carenza di personale: mancano almeno 16 magistrati nel Tribunale di Firenze. L’organico dell’ufficio giudiziario del capoluogo toscano, “suddiviso in cinque sezioni civili, una sezione lavoro, tre penali, ufficio gip/gup, tribunale del riesame e una corte di assise, dovrebbe essere di 99 giudici”. Invece “tale situazione di criticità è destinata ad aggravarsi ulteriormente entro la fine dell’anno fino a raggiungere la percentuale di scopertura dei posti di giudice del 25,68%”, si legge nella relazione. “La severa carenza di organico, frutto della mancata pubblicazione di posti o numericamente insufficiente, unita alla mobilità dei magistrati senza turn over, è una variabile di cui si deve tenere conto in quanto in grado di influire negativamente nonostante i risultati brillanti sul raggiungimento degli obiettivi del Pnrr”.

La mancata copertura dell’organico “appare seria se rapportata alle molteplici competenze che ricadono sul tribunale di Firenze, (in alcuni casi distrettuali) la cui attività interessa una popolazione residente al 31 dicembre 2020, pari a 998.431 cittadini”. Pochi giudici se si considera che “al tribunale di Firenze sono state attribuite controversie già del tribunale per i minorenni” ed è già sede di Direzione distrettuale antimafia, del tribunale del Riesame, del tribunale di impresa, della sezione specializzata in materia di immigrazione e del collegio per le misure di prevenzione. 

“Siamo sull’orlo della paralisi – ha detto Nencini – e non uso parole avventate. Siamo alla chiusura di alcuni servizi”. E ancora: “Faremo di tutto per coprire con il volontariato ciò che le istituzioni non mettono a disposizione. Ma si tratta di una resistenza che non so fino a che punto potrà andare avanti”.

SOLLICCIANO INUMANO – “Cimici e peggioramento della situazione igienico-ambientale nel carcere di Sollicciano: condizione contraria ai principi di umanità della pena”. Ha denunciato il presidente Nencini. “In molti reparti è stata constatata la presenza sia di insetti (‘cimici’) sui muri sia dei loro preoccupanti effetti sui corpi di alcuni detenuti che hanno mostrato tracce di morsicatura e puntura. Le condizioni igieniche dei reparti visitati lasciano effettivamente molto a desiderare e pur consapevole dell’endemicità del fenomeno si rende necessario operare interventi di risanamento radicali”.

“Tale condizione – ha sottolineato Nencini – rende la detenzione nel carcere cittadino particolarmente gravosa se non contraria ai principi di umanità della pena per i condannati e dell’esecuzione delle misure cautelari per gli imputati. Si tratta del più grande istituto della Toscana, che presenta gravissimi problemi dal punto di vista edilizio e di mantenimento di adeguate condizioni climatiche al suo interno, con problemi di vivibilità che si ripropongono annualmente (calura estiva particolarmente accentuata, perdite d’acqua, topi, umidità e sporcizia)”. Esistono, però, nel distretto toscano di corte di appello “vere e proprie “eccellenze” come Volterra e Gorgona, ha anche evidenziato Nencini, a cui vanno aggiunte “la positiva esperienza del lavoro (retribuito) sull’isola di Pianosa e di quello (gratuito) in base ai protocolli sui lavori di pubblica utilità nelle sedi di Siena e Livorno, i ‘Poli universitari’ di Prato, Pisa e Siena, il trattamento avanzato all’istituto ‘Mario Gozzini’ e ad Arezzo”.

MAFIE – In netta crescita i reati di criminalità organizzata (+26%) e in materia tributaria (+27%), nel distretto della Toscana. E’ “rilevante anche l’aumento di reati per terrorismo, dove si registra +53,85%”. È quanto emerge dalla relazione del procuratore generale della Corte d’appello, Ettore Squillace Greco, sull’attività degli uffici requirenti del Distretto di Firenze per l’Anno Giudiziario 2024.

“Nei reati di criminalità organizzata, l’aumento più consistente riguarda le iscrizioni per il delitto di associazione finalizzato al traffico di stupefacenti”, dove si toccano le 58 iscrizioni del periodo compreso tra il 1 luglio 2022 e il 3 giugno 2023 contro le 41 del periodo precedente, “a conferma di come questo settore sia in Toscana tra quelli meritevoli di grande attenzione”.

KATA – Le indagini sulla scomparsa della piccola Mia Kataleya Chicclo Alvarez, “si presentano di particolare complessita’ e si stanno sviluppando con il ricorso a tutti i mezzi possibili”. Ha detto il procuratore generale Ettore Squillace Greco. “Rilevanti, anche per l’impressione che la vicenda ha destato nella pubblica opinione, sono state eseguite quattro custodie cautelari in carcere, anche nei confronti di un parente della bambina, per una vicenda distinta rispetto alla scomparsa della piccola, vicenda per la quale sono stati contestati i reati di tentato omicidio, estorsione, tentata estorsione e rapina. Delitti questi, commessi all’interno dell’occupato Hotel Astor dove Mia Kataleya viveva. Il provvedimento applicativo delle misure è stato confermato dal Tribunale del Riesame”.

FEMMINICIDI RADDOPPIATI – In Toscana i femminicidi sono quasi raddoppiati: “Erano 4 nel precedente periodo e sono ora 7, di cui 2 matricidi”. E’ quanto scrive il procuratore generale Ettore Squillace Greco. “L’andamento generale del Distretto per quanto riguarda le nuove iscrizioni e’ sostanzialmente stabile, si registra complessivamente un lieve aumento pari a + 0,60% – si legge -. In particolare, si rilevano 93.981 nuove iscrizioni nel periodo considerato, contro le 93.421 del periodo precedente, con una variazione assoluta di + 560 iscrizioni di procedimenti.

Gli aumenti piu’ significativi si registrano nei reati di criminalita’ organizzata, dove c’e’ un aumento delle iscrizioni pari a + 26% e per i reati in materia tributaria con un aumento del 27,38%”. Risultano in aumento (+ 6,02%) anche le iscrizioni per reati contro il patrimonio. In particolare, aumentano le iscrizioni per tutte le tipologie di furto (+ 11,14%), ma diminuiscono sensibilmente quelle per furti in abitazione che passano da 1.400 del precedente periodo alle attuali 772, con una diminuzione pari a – 44,86%. Aumentano quelle per il delitto di rapina (+30,52%) e sono in leggera flessione quelle per estorsione (-4,08%). Sostanzialmente stabili le iscrizioni per riciclaggio che registrano un lieve aumento pari a +2,33%.

LIVORNO PORTO DELLA DROGA – “Il porto di Livorno, come ho già segnalato in passato – spiega il procuratore generale – sta diventando uno snodo importante nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, traffico nel quale la ‘ndrangheta ha tuttora un ruolo di primo piano (anche se ormai la vera borghesia mafiosa calabrese non rischia 30 anni di carcere per traffico di droga ma privilegia i circuiti economici legali e la finanza senza confini)”. La pericolosità dei traffici che incrociano il territorio toscano – si legge nella relazione – “richiede un costante sforzo organizzativo e investigativo, nonché un convinto impegno di coordinamento a livello nazionale e internazionale, per il quale è essenziale il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e degli organi come Eurojust”. Il piccolo spaccio è “gestito da stranieri in particolare di origine maghrebina che hanno un ruolo predominante non solo per l’eroina ma anche per i derivati di cannabis e cocaina”.

GRUPPI CRIIMINALI – Più in generale, “si può dire che in Toscana sono proprio africani (tunisini, marocchini, nigeriani, senegalesi) e albanesi, i gruppi criminali che occupano buona parte del mercato della droga. Essi coprono settori che vanno dal livello di traffico medio – alto, allo spaccio di piazza”. Alcune recenti vicende processuali, segnala Squillace Greco, “confermano come la criminalità albanese, anche in Toscana, faccia spesso ricorso ad incensurati per custodire la droga e prendere in locazione, anche con falso nome, immobili posti a distanza dai luoghi ove ha basi operative, per poi usare tali immobili come depositi di stupefacente. Gruppi di giovani legati alle organizzazioni operanti anche dall’Albania vengono adibiti al prelievo, trasporto e distribuzione della droga”.ù

REATI AMBIENTALI – “Un altro settore che caratterizza la criminalità in Toscana – ha sottolineato Squillace Greco – è quello dei reati ambientali” anche se “i dati numerici registrano una leggera flessione delle iscrizioni, -5,31%” “le caratteristiche del territorio e degli insediamenti produttivi che lo connotano, impongono massima attenzione e funzionalità operativa nei controlli e nelle indagini riguardanti i reati ambientali. Da alcuni anni, ormai, la Toscana si attesta tra il sesto e il settimo posto nella graduatoria nazionale per numero di reati ambientali accertati. Viene dopo Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio”.

Un ranking significativo, ha riflettuto il Pg, “che non può essere spiegato solo con i maggiori controlli. È sicuramente vero che in Toscana ci possano essere controlli più frequenti e più efficaci che in Calabria o Campania, ma non più che in Emilia Romagna, Umbria, Liguria, Veneto e altre regioni ad essa assimilabili. Dunque, se risultano accertati più reati che nelle altre regioni omologhe per caratteristiche socioeconomiche e funzionalità degli organi di controllo, questo significa che in Toscana le violazioni in materia ambientale sono un elemento caratterizzante la criminalità del territorio”. 

PRESIDENTE ORDINE AVVOCATI –  “Nell’atto di indirizzo del ministro Nordio leggiamo, che ‘l’efficientamento del servizio giustizia sarà attuato mediante mirate politiche di investimento, di valorizzazione delle risorse umane, di virtuosa gestione delle risorse materiali, di sviluppo della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica’: sono parole che suonano come musica dolce per le nostre orecchie” ma “la musica diventa, però, molto meno dolce, fino a rasentare la sgradevolezza, quando leggiamo, a chiusura delle parole del ministro che le preannunciate politiche di investimento saranno attuate ‘nel doveroso rispetto dei vincoli di bilancio'”.

Lo ha sottolineato il presidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze, Sergio Paparo, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Paparo ha evidenziato “l’inefficacia delle riforme processuali nella prospettiva di rendere effettiva ed efficiente la risposta giurisdizionale alla domanda di giustizia”, “è lunghissimo l’elenco degli interventi sui codici di rito adottati negli ultimi 30 anni che non hanno prodotto alcun significativo miglioramento sulla ragionevole durata dei giudizi e sulla definizione di quelli pendenti”.

“Ultimi esempi, i più paradossali di tutti – ha ricordato – le leggi delega di riforma del processo civile e di quello penale approvate la scorsa legislatura ed attuate in quella in corso, addirittura con l’improvvida anticipazione di alcuni mesi dell’entrata in vigore di parti significative dei decreti legislativi”. 

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Sandro Bennucci

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