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Sviluppo Toscana: lite Pd-Iv sul nome del direttore generale

FIRENZE – E’ stata rinviata tra le polemiche, in commissione sviluppo economico la proposta di legge che modifica i requisiti per la nomina del direttore generale di Sviluppo Toscana spa, società partecipata di supporto alle politiche economiche regionali. FdI, Lega e M5s accusano Pd e Italia Viva di litigare per la ‘poltrona’ del direttore generale. La presidente della commissione, Ilaria Bugetti del Pd, aveva spiegato che la proposta di legge arriva in aula “senza aver concluso l’iter in commissione, quindi chiederei che venisse rimandata in commissione dove stavamo facendo un lavoro per chiarire e approfondire”.

Ma questa ipotesi si è detto contrario il capogruppo di Italia Viva, Stefano Scaramelli, che ha annunciato di votare no al rinvio. “Sono contrario a questa ipotesi – ha detto in aula – perché sono passati cinque mesi da quando questa legge è stata voluta dal presidente Giani e crediamo che sia una legge in linea con quanto ci siamo detti in quest’aula: Sviluppo Toscana ha acquisito nuove funzioni ed ha bisogno di adeguarsi rispetto alla possibilità di avere in manager che guidi una struttura che non più quella che era prima”. Il confronto tra Bugetti e Scaramelli ha subito incontrato le critiche delle opposizioni.

“Un’altra poltrona in ballo e un altro valzer tra Iv e Pd – commenta il capogruppo Fdi Francesco Torselli con il consigliere Vittorio Fantozzi -. Stavolta le danze riguardano la presidenza di Sviluppo Toscana e una legge modificata ad personam per accontentare il renziano Fanucci, ex parlamentare, oggi consigliere comunale di minoranza a Montecatini Terme. La legge, tagliata e cucita attorno all’esponente di Iv, evidentemente tardava troppo ad arrivare in aula, tanto che i consiglieri renziani ne hanno chiesto l’iscrizione in aula senza attendere il pronunciamento della commissione. Atteggiamento che non deve essere piaciuto al Pd, tanto da aver chiesto al Consiglio di rimandare la legge in commissione”.

Elena Meini, capogruppo della Lega, ha spiegato che il suo gruppo aveva “pronti ben 500 emendamenti qualora fosse stata discussa in aula una proposta di legge per la nomina di un nuovo direttore di Sviluppo Toscana. Un’iniziativa legislativa fatta ad personam per favorire l’assunzione di una persona indicata da Italia Viva che non aveva i requisiti per ricoprire un ruolo che prevede un compenso annuo di 130.000? euro”.

Per la capogruppo M5s Irene Galletti: “è positivo che il Partito Democratico abbia finalmente dimostrato un sussulto di dignità nel chiedere il rinvio in commissione di questa proposta di legge, così sartorialmente predisposta per una figura specifica. Una questione trascinata per mesi, con i pareri contrastanti dall’avvocatura regionale e dal collegio dei revisori dei conti”. Secondo Galletti “non si doveva arrivare a questo punto, ma tanto può l’arroganza di Italia Viva che ha imposto la propria volontà alla maggioranza ricorrendo al regolamento, invece di prendere atto dell’eccesso di pretese. Sviluppo Toscana necessita di una gestione competente e professionale, ma rimane il fatto che quanto accaduto è inaccettabile”.

Per Galletti, infine, “quello che serve adesso è un’approfondita riflessione su come si intende condurre l’attività di Sviluppo Toscana. Ma quello che è certo è che la politica dovrebbe evitare che le partecipate regionali diventino terreno di scontro per la spartizione del potere e delle cariche.



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