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Giornata nazionale del gatto: aumentano maltrattamenti, uccisioni e abbandoni. In Italia due reati al giorno

Il micio Palinuro (foto Firenze Post)

Si celebra il 17 febbraio in Italia la Giornata Nazionale del Gatto, dedicata a tutti i mici. Il giorno scelto per la ricorrenza, istituita nel 1990, non è casuale: febbraio, secondo un’antica credenza, è infatti “il mese dei gatti e delle streghe” e il numero 17, in base a tradizioni medioevali ancora abbastanza radicate nella cultura europea, viene spesso associato alla sventura, proprio come i gatti, soprattutto quelli neri. Ed è proprio per sfatare questa assurda diceria che è stato scelto proprio il giorno 17. Febbraio, inoltre, è il mese dell’Acquario, il segno zodiacale degli spiriti liberi, caratteristica spesso associata a questi felini, per natura selvatici ma anche grandi compagni e amici degli esseri umani.

In occasione della ricorrenza di domani, 17 febbraio 2024, Legambiente diffonde il report “A-mici in Città” da cui emergono purtroppo dei dati decisamente preoccupanti.

Crescono maltrattamenti, uccisioni e abbandoni di gatti in Italia, esacerbati da ritardi cronici su adozioni, sterilizzazioni e campagne informative. Nel 2022 la media è di due reati al giorno a danno degli animali domestici (in particolare cani e gatti), più di sei illeciti amministrativi e più di una persona denunciata. Secondo i nuovi dati elaborati da Legambiente, estrapolati dall’ultimo report Ecomafia: nel 2022 le forze di polizia hanno registrato solo in tema di abbandono, maltrattamento e uccisione a danno degli animali domestici (specie cani e gatti) ben 751 reati, 2.408 illeciti amministrativi, 412 le persone denunciate.

Stando a dati del focus ‘A-Mici in Città’ di Legambiente, nel 2022, su un campione di 552 Comuni, appena il 40% dichiara di avere colonie feline presenti sul proprio territorio e solo il 33,9% di sapere quanti gatti ci siano in queste stesse colonie. Rispetto alle sterilizzazioni, appena l’8,7% dei Comuni dichiara di avere sterilizzato più del 90% dei gatti presenti nelle sue colonie; solo il 17,7% sostiene di aver fatto campagne di sterilizzazione e il 6,7% di aver realizzato campagne per l’adozione di gatti in cerca di casa. Appena il 9,4% dei Comuni dichiara di avere, sul proprio territorio o convenzionati, gattili sanitari, strutture pubbliche indispensabili per curare gli animali liberi malati o feriti; solo il 4,5% di avere oasi feline.

Gattini abbandonati accanto al bidone della spazzatura a Bibbiena nel 2023, salvati dalla polizia municipale

Un bilancio dunque allarmante che ha spinto Legambiente a presentare sei richieste per recuperare questi ritardi:

“Al Parlamento si chiede di inserire nel Codice penale i delitti contro gli animali ed aumentare i limiti edittali e le sanzioni previste, per prevenire e reprimere efficacemente abbandono, maltrattamenti e uccisioni di animali; al Direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari (Dgsaf) del ministero della Salute l’approvazione del decreto con le istruzioni di dettaglio per l’implementazione del Sistema informativo Nazionale degli Animali da Compagnia (Sinac) che consentirà l’anagrafe nazionale di tutti i gatti domestici; ai Presidenti di Regione e ai Sindaci di realizzare un piano coordinato che preveda di: attivare accordi con le associazioni per la protezione degli animali per l’applicazione di leggi e regolamenti comunali; la mappatura completa, entro il 2024, delle colonie feline presenti nei contesti urbani e periurbani; una campagna ad hoc, entro il 2027, di anagrafe e sterilizzazione di tutti i gatti presenti nelle colonie feline; la piena operatività, entro il 2030, di 400 gattili sanitari (uno ogni 150mila abitanti) per consentire la gestione pubblica sanitaria delle popolazioni di gatti nelle aree urbane e periurbane”.

”Dal gatto Grey ad Alberobello fatto annegare nelle acque gelide di una fontana al gatto Leone scuoiato vivo in provincia di Salerno, i gatti purtroppo sono sempre più spesso al centro di maltrattamenti e di comportamenti illegali – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Se da una parte è urgente una maggiore tutela con leggi e sanzioni più severe, in grado di prevenire e reprimere efficacemente abbandono, maltrattamenti e uccisioni, dall’altra è sempre più urgente attivare servizi adeguati, attività di sensibilizzazione e supporto per facilitare la convivenza, garantire il loro benessere e tutelare i gatti”. ”Gli italiani amano i gatti ma l’Italia non è ancora un Paese per gatti – aggiunge Antonino Morabito, responsabile benessere animale di Legambiente – Ad offrirci una fotografia nitida, quanto preoccupante, è la nuova edizione di ‘A-Mici in città’ che passa al setaccio i dati delle Aziende Sanitarie e dei Comuni responsabili della tutela e salvaguardia della salute umana, animale e ambientale. I dati dicono che non bastano le esperienze positive presenti sul territorio: all’Italia serve un cambio di rotta, esplicitato nelle sei richieste a Parlamento e istituzioni per la tutela della salute e del benessere animale e umano, come chiede l’articolo 9 della Costituzione”.

Nel 2022, in Italia, Legambiente ha censito tra i 10 e 15 milioni nelle case dei cittadini, tra 700mila e 1.150.000 quelli liberi già anagrafati e presenti nelle colonie feline registrate nelle città italiane e tra 62mila e 93mila le persone ufficialmente impegnate nel loro accudimento volontario. “Grave la mancanza di risposte da grandi città come Roma Capitale e Napoli”, avverte Legambiente. Tra le città con più gatti registrati all’anagrafe, Milano con 56.879 (di cui 20mila in colonie feline), Prato con 15.950 gatti, Bari (15.602) e Taranto (12.936).

I dati delle aziende sanitarie

Delle 38 aziende sanitarie parte del campione di ‘A-Mici in Città’ il 100% dichiara di avere colonie feline presenti sul proprio territorio, l’84,2% di sapere quanti gatti ci siano nelle colonie feline. Solo il 78,9% dichiara di aver incaricato cittadini per la gestione delle colonie feline, il 71% di aver fatto campagne per l’adozione dei gatti. Appena il 63,2% di avere gattili sanitari sul proprio territorio e il 52,6% di avere oasi feline. Le regioni Lombardia e Valle d’Aosta si dimostrano fiori all’occhiello sul fronte anagrafe felina registrando, nel 2022, ben 1 gatto ogni 22 cittadini (il valore medio nazionale è di 1 gatto ogni 48 cittadini). Tra i comuni più virtuosi, invece, quello di Berzano di San Pietro (AT) con più di 1 gatto ogni 4 cittadini residenti, di Vigarano Mainarda (FE) con 1 gatto quasi ogni 5 cittadini residenti e di Berceto (PR) con 1 gatto per poco più di 5 cittadini.

Adozioni

Sul tema adozioni, nel 2022, al primo posto il Comune di Ferrara con 1.951 gatti dati in adozione, seguito da Vicenza (700) e San Donà di Piave (VE) con 500. Sul tema colonie feline, il Comune di Milano che ne conta 1.393, seguito da Padova (1.009) e Ravenna (900). Il Comune di Sassari conta invece 4 gattili sanitari (strutture fondamentali per la cura dei gatti liberi malati o feriti), seguito da Modena e Lissone (MB) con 2.

L’appello di Enpa

Anche l’Ente Nazionale Protezione Animali lancia un appello per ricordare l’importanza della sterilizzazione e dell’utilizzo del microchip per i gatti. Sono infatti 450 mila i gatti abbandonati presi in carico da Enpa nel 2023 che da sempre promuove la sterilizzazione e che solo nel 2022 ha sterilizzato 20.323 tra cani e gatti. “Michrochippare i gatti è fondamentale per la loro tutela. Tutti i gatti hanno una loro identità – afferma Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa – e riconoscerla legalmente è un passo obbligato che l’Italia dovrà fare. Aspettando però che l’uso del microchip diventi obbligatorio in tutto il Paese è importantissimo che i detentori di gatti li registrino autonomamente. Spesso accogliamo gatti che si sono persi e che se solo avessero avuto il microchip a quest’ora si sarebbero ricongiunti con la loro famiglia. Attraverso i nostri canali social condividiamo migliaia di annunci di gatti dispersi e purtroppo solo per una minima parte di loro riusciremo a scrivere un lieto fine”.

L’Enpa interviene anche sul tema dei maltrattamenti: “Noi come Enpa li denunciamo tutti – continua Rocchi – e cerchiamo giustizia per questi animali indifesi alla mercé della cattiveria e della violenza di gente senza scrupoli. Reati che purtroppo sempre più spesso sono commessi da minorenni. Sono aumentati negli ultimi anni? Se i numeri ci dicono di si c’è però da prendere in considerazione l’altro lato della medaglia: è cresciuta la consapevolezza delle persone e si denuncia di più. Per questo è importante che le persone continuino a denunciare ogni qual volta assistono ad una violenza nei confronti degli animali. Non giratevi mai dall’altra parte! In questa giornata che dovrebbe essere di festa vogliamo celebrare l’identità e la dignità del gatto, e per questo invitiamo tutti i detentori di felini a microchippare i propri animali per festeggiare la loro unicità”.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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