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Elezioni regionali: Giani pronto a discutere il programma con Sinistra e M5S. Il segretario Pd frena ancora

Eugenio Giani in un cantiere (Foto d’archivio)

Eugenio Giani ha dato ufficialmente la disponibilità a ricandidarsi alla presidenza della Regione Toscana e si dichiara pronto a confrontarsi con gli alleati del centrosinistra sul programma di legislatura. Ma secondo i rumors, Sinistra Italiana e i 5S sarebbero restii a una seconda candidatura del presidente della Regione.

Il Pd, dove non mancherebbero i mal di pancia su Giani da parte del Nazareno, continua a frenare. Emiliano Fossi, segretario regionale Dem, fa sempre l’equilibrista: “Noi siamo la Toscana, e decidiamo i nostri destini politici senza legarci a bizantinismi di altri territori. Il Pd qua è tra i più forti d’Italia e chiediamo rispetto per le nostre dinamiche. Noi siamo lealmente al lavoro, con la segretaria Schlein e coerenti col mandato delle primarie, per costruire una coalizione larga che è l’unica in grado di battere le destre alle politiche. È un percorso fondamentale per costruire l’alternativa nel Paese e fino all’ultimo minuto ci batteremo per questo”.

Giani, in qualche modo, scavalca Fossi. E dichiara: “Sulla base di alcune priorità programmatiche, propongo di incontrare AVS e 5Stelle e le tutte le forze politiche e sociali della coalizione per costruire un fronte progressista e di sinistra che si proponga come forza di governo”. E ancora: “Ritengo importante che nel momento in cui manifesto disponibilità per la prossima legislatura, il percorso si sviluppi ora nell’approfondimento programmatico accanto ai temi che hanno caratterizzato questa legislatura, nella prossima e nel confronto con le forze di coalizione, devono venire in evidenza aspetti che riguarderanno tre temi chiave. Innanzitutto un forte impegno della Regione nella lotta alle diseguaglianze sociali e nella promozione di percorsi che devono portare a garantire lavoro adeguato e solido per tutti”.

E Giani prosegue: “Dobbiamo quindi studiare percorsi di reddito di inclusione lavorativa che, oltre lo stato della disoccupazione, possono garantire formazione e capacità di rigenerazione di attività lavorative per chi ha già esaurito gli ammortizzatori sociali e viene a trovarsi in uno stato di totale disoccupazione. Pensiamo a un reddito sociale inclusivo che possa caratterizzare, come avvenuto per gli asili nido gratis e i libri gratis, l’utilizzo di fondi europei volti al superamento delle disparità fra i cittadini. Secondo tema sicuramente quello dell’acqua pubblica: è importante affrontare la questione di una tutela che veda aziende di servizi avere il forte appannaggio, controllo e indirizzo da parte delle istituzioni pubbliche, sia sul piano della gestione, che sul piano degli indirizzi legislativi”.

In terzo luogo, per Giani, la battaglia per il trattamento di fine vita medicalmente assistito, attualmente fermato dalla Corte costituzionale, deve portare a un impegno forte nel quadro di un’attenzione sempre più forte sul piano dei diritti nel sistema sanitario pubblico. E’ indubbio, per il presidente, che sotto il profilo di innovazione nell’azione programmatica della giunta, questi tre temi avranno un carattere di priorità.

Fossi si barcamena: “Non abbiamo mai posto la discussione a partire dal nome: Eugenio è un presidente forte con ampi consensi. È chiaro che il nome del candidato nascerà da una discussione con la coalizione, insieme al presidente uscente. Il nostro lavoro di questi mesi in collaborazione con Giani, con la giunta e con il gruppo consiliare ha rafforzato il nostro e il suo profilo e da qui ripartiamo. Alla Toscana vogliamo offrire un progetto che parli di sviluppo più equilibrato tra i territori, di rafforzamento della sanità pubblica, di un sistema di trasporti più avanzato per i pendolari, di sostenibilità ambientale e di un ruolo forte del pubblico nella gestione dei servizi”.

Sul sondaggio del Sole 24 Ore, secondo il quale Giani è il quarto presidente di Regione più gradito d’Italia, il primo del centrosinistra, Fossi dice: “Ne sono molto contento, in questo risultato c’è anche il contributo fondamentale del nostro partito che in questi anni si è rinnovato, ha dato linfa e stimoli al presidente ed ha spinto per leggi innovative”.

Infine, il segretario del Pd toscano, fa un appello ai partiti della coalizione: “È tempo di decidere, chiedo a tutte le forze politiche responsabilità e coerenza, coraggio e generosità. Portiamo il lavoro di questi anni, importante e significativo. Partiamo da qua. Possiamo essere un motore di cambiamento nazionale, la Toscana lo è sempre stata e dobbiamo tutti essere consapevoli che qui si gioca una sfida più grande di ognuno di noi. Siamo all’ultima curva, manca poco”. Ma resta prudente, cauto. Secondo molti dirigenti Dem, addirittura troppo.


Sandro Bennucci

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