Nuoto mondiale: Ginevra Taddeucci argento nella 3 km. L’allenatore Pistelli: “Ha fatto una magìa”

SENTOSA (SINGAPORE) – La fiorentina Ginevra Taddeucci firma la terza gara consecutiva ai Mondiali di Sentosa, conquistando l’argento nell’inedita 3 km sprint knock out. La 28enne di Firenze, già bronzo olimpico nella Senna, sorprende ancora per resistenza, mentalità e razionalità risolvendo la una gara con un colpo di genio nel finale.
“Non era la gara di Ginevra ma i dati che avevamo dal collegiale dimostravano una soglia superiore che faceva ben capire la sua migliore attitudine alla velocità – ha affermato l’allenatore, Giovanni Pistelli -. Man mano che si va avanti si capisce che e’ in un momento di forma eccellente. Ha preferito fare una gara in solitaria evitando il contatto fisico che poi ha deciso la gara. La prima boa era decisiva e lei è uscita bene al quarto posto. Alla fine ha fatto una magia e si è staccata dalla ressa, sembrava andasse ad una velocita’ doppia”.
Quella della Taddeucci è la 50esima medaglia di sempre per l’Italia nel nuoto di fondo ai Mondiali di nuoto (12 ori, 16 argenti, 22 bronzi), la 70esima se si tiene conto anche dei podi ottenuti al Campionato mondiale dedicato al solo nuoto in acque libere (evento soppresso nel 2010 dopo sei edizioni).
Ed ecco la cronaca sdella gara. Le atlete nelle retrovie si marcano a vicenda, l’azzurra legge perfettamente la situazione ed esce dalla sinistra come una palla di cannone bruciando tutte tranne la vincitrice Ichika Kajimoto, che aveva anticipato lo scatto dall’altra parte del campo gara. La giapponese, che aveva vinto la prova in Coppa del Mondo a Setubal, tocca in 6’19″9 con due secondi di vantaggio. Terza l’australiana campionessa mondiale della 5 e 10 km Moesha Johnson in ex aequo con l’ungherese Bettina Fabian (6’23″1).
“Neanche io avrei immaginato di valere il podio – ammette Taddeucci, prima italiana a conquistare tre medaglie individuali in un’edizione iridata – Ero rassegnata al quinto posto, davanti si sono picchiate, ho visto il buco, ne ho approfittato e improvvisamente la gara si é trasformata in un 50 stile libero. Ho messo le gambe e andavo alla grande. Paradossalmente mi sentivo peggio nei primi 1500. Il mio allenatore Giovanni Pistelli mi diceva che ero veloce negli allenamenti, che quasi pensavo avessi perso la soglia. Invece è andato tutto alla grande”.
