Morto Hulk Hogan: leggenda del wrestling anni ’80

NEW YORK – Hulk Hogan è morto oggi, 24 luglio 2025, nella sua casa di Clearwater, in Florida. Aveva 71 anni. Secondo quanto riportato da TMZ Sports la leggenda del wrestling ha avuto un malore in mattinata.
I paramedici intervenuti sul posto insieme ad alcune macchine della polizia – scrive il sito americano – hanno dichiarato che si è trattato di un arresto cardiaco. Hogan è stato trasportato in barella fino a un’ambulanza, ma per lui non c’è stato nulla da fare.
Solo poche settimane fa la moglie, Sky Daily, aveva smentito pubblicamente le voci secondo cui l’uomo si trovasse in coma, affermando che il suo cuore era “forte” nonostante il difficile periodo post-operatorio legato a un intervento al collo avvenuto lo scorso maggio.
Grande fan di Donald Trump, aveva sostenuto da subito col suo fisico imponente il futuro capo della Casa Bianca e all’ultima convention repubblicana si era strappato la maglia di dosso con un gesto per lui iconico. Hogan, che aveva un pizzico di sangue italiano, e’ stato molto popolare anche in Italia. Nato ad Augusta in Georgia, Hogan aveva iniziato come bassista prima di essere notato da un promoter del wrestling in Florida dove si era trasferito con i genitori.
Dopo gli esordi in piccole federazioni, aveva raggiunto notorietà mondiale con l’ingresso nella Wwf (oggi World Wrestling Entertainment, la federazione nazionale della disciplina) all’inizio degli anni ’80, portando il wrestling professionistico fuori dalle palestre e nei salotti televisivi globali. Il suo carisma in tv, il fisico scolpito su oltre due metri di altezza e 145 chili, e lo stile teatrale resero Hulk rapidamente una star.
Sotto la guida del promoter Vince McMahon, Hogan divenne una vera icona transgenerazionale, il simbolo della Hulkamania anche grazie a incontri leggendari come al WrestleMania I del 1985 che ne consacroò la fama nell’Olimpo dello sport-spettacolo: al Madison Square Garden, accanto a Mr. T e con Muhammad Ali come arbitro speciale, Hogan trascinò la Wwe in una nuova era, unendo sport, entertainment e nazionalismo in un unico gesto teatrale.
