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Mondiali di nuoto: Italia d’argento nella 4×100 maschile guidata da Lorenzo Zazzeri. Davanti agli Usa

Il quartetto azzurro medaglia d’argento (Foto Federazione italiana nuoto)

SINGAPORE – Argento mondiale per staffetta maschile della 4×100 formata da Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo. Secondo posto e record italiano migliorato.

Per i ‘moschettieri’ azzurri la terza conferma consecutiva da vice campioni iridati e un primato italiano che segna sul cronometro 3’09″98, meglio di quanto fatto da Ceccon, Zazzeri, Frigo e Alessandro Miressi a Tokyo 2020 (3:10.11). La medaglia d’oro finisce sul petto della staffetta australiana che, trascinata da una fenomenale ultima frazione di Kyle Chalmers (46″53), chiude a 3’08″97 e trascinata da una pazzesca ultima frazione di Frigo. Terzi sono gli Stati Uniti in 3’09″64; battuta ancora una volta la Gran Bretagna, quarta in 3’10″73.

“Siamo stati tutti bravissimi e abbiamo dato tutti il massimo”, ha commentato il capitano Lorenzo Zazzeri (tesserato per Esercito e RN Florentia), “abbiamo nuotato un tempo incredibile di grandissimo spessore mondiale”. “Io credo che più di così non potevamo fare onestamente” è stata l’analisi di Ceccon (Fiamme Oro e Leosport) “dispiace perché in genere con un crono del genere si vince”.

Gli ha fatto eco Frigo (Fiamme Oro e Team Veneto): “Ha ragione Thomas perché questo è un tempo che in passato ci avrebbe regalato l’oro. Siamo abbonati all’argento che per carità va benissimo ma qualche rimpianto c’è”. Soddisfazione per la nuova leva D’Ambrosio: “Che dire prima finale mondiale della carriera e subito una medaglia: è incredibile per me. Sono felice della mia frazione, perché mi sono migliorato ulteriormente rispetto al mattino”.

C’era attesa anche per la staffetta femminile (sempre nella 4×100 stile), che si porta a casa il record italiano ( 3’35″18, battuto il 3’35″90 maturato a Rio 2016) ma in gara non va oltre il settimo posto. Sara Curtis , Emma Virginia Menicucci, Chiara Tarantino e Sofia Morini si sono rese comunque protagoniste di una buona prestazione ma con un calo nel finale che ha compromesso la medaglia di bronzo dopo essere state terze per tre quarti della staffetta, vinta dall’Australia (3’30″60), seguita da Stati Uniti (3’31″04) e Olanda (3’33″89).

“Peccato perché a un certo punto eravamo vicino al podio ma sapevamo che le altre nelle ultime frazioni avrebbero messo delle campionesse”, ha fatto notare Menicucci (Esercito/CC Aniene). Mentre Tarantino ha parlato del record italiano come di una “soddisfazione immensa”. Giallo, non quello dell’oro, nella semifinale dei 100 rana per Nicolò Martinenghi, cui per qualche minuto è stato annullato l’accesso in finale. La squalifica è stata in seguito revocata, confermando il secondo posto ottenuto dall’azzurro, davanti a Ludovico Viberti (anche lui in finale) e dietro al solo Qin Haiyang (oro a Fukuoka nel 2023).

“La squalifica? È stata una cosa un po’ strana, mi hanno detto che dovevano squalificare un altro ragazzo ma hanno sbagliato corsia. Non so chi fosse. Poi, visto che ormai avevano sbagliato a comunicarla, non hanno squalificato nessuno di noi”, ha spiegato Martinenghi dopo aver tirato un sospiro di sollievo. Finale, nei 50 farfalla, anche per Thomas Ceccon, primatista italiano e iridato a Fukuoka che ha poi parlato di “sensazioni ottime” in vista dell’ultimo atto.


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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