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Pesca a strappo in Arno, denuncia del Wwf: “Pratica illegale e feroce”. Più controlli anche a Cerreto Guidi

Le ancorette utilizzate nella pesca a strappo, che penetrano nella carne del pesce permettendone la cattura

FIRENZE – Un fenomeno di bracconaggio ittici: è la pesca a strappo nell’Arno, una pratica illegale e feroce. La denuncia in una nota congiunta di Valentina Serandrei, coordinatrice regionale guardie volontarie Wwf per la Toscana e di Guido Scoccianti, delegato regionale Wwf per la Toscana.

“Abbiamo accertato – affermano – che questa tecnica antisportiva viene esercitata anche nell’Arno ed in particolare in località Bassa, nell’Unione dei Comuni del circondario dell’Empolese Val d’Elsa, nel comune di Cerreto Guidi, dove esiste uno sbarramento che costringe i cefali in risalita dal mare a fermarsi in numero esorbitante. Di questa situazione approfittano alcuni soggetti sia italiani che appartenenti alla comunità romena, per esercitare questa pratica barbara, compiendo delle vere e proprie stragi a danno della fauna ittica di qualsiasi specie. Il divieto di questo tipo di pesca è incluso nei regolamenti di pesca per proteggere le specie ittiche e garantire una pesca rispettosa e sostenibile”.

“La maggior parte dei pescatori sono sensibili e corretti e segnalano queste pratiche agli organi di vigilanza. Si tratta di una tecnica feroce, che consiste nel lanciare un’ancoretta in mezzo al mucchio di pesci e cercare di trarre a riva qualche animale con un ciclo di lanci ininterrotto. Tanti sono i cefali che rimangono vittime di questa tecnica illegale e crudele perché strisciati in un occhio, nell’addome o in altra parte del corpo”.

“Come guardie giurate volontarie Wwf Italia insieme ad altri corpi di polizia – concludono -, ci stiamo impegnando per contrastare questa pratica, incrementando le attività di vigilanza e controllo nelle zone maggiormente colpite da questo fenomeno e incentivando i cittadini e pescatori locali a segnalare alle autorità competenti situazioni di pesca illegale e bracconaggio ittico in maniera tale da intervenire tempestivamente”.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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