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Hiroshima: 80 anni fa la bomba atomica. Oggi Trump invia sottomarini nucleari e Putin minaccia di usare il suo arsenale

La bomba atomica su Hiroshima, il 6 agosto 1945

Donald Trump invia due sottomarini nucleari vicino alla Russia. Putin minaccia di usare il suo arsenale nucleare per piegare l’Ucraina. Allora è bene che i potenti di tutto il mondo diano un’occhiata ai filmati che arrivano dal Giappone: dove si ricordano gli 80 anni della prima bomba atomica su Hiroshima. Era il 6 agosto 1945. La seconda guerra mondiale stava finendo ma gli Stati Uniti vollero dare una dimostrazione della loro forza massacrando decine di migliaia di persone. Anche a Nagasaki.

Il Giappone, com’era giusto che fosse, ha voluto una cerimonia solenne per ricordare al mondo gli orrori scatenati dall’attacco nucleare degli Stati Uniti. Gli abitanti di Hiroshima hanno avvertito i rappresentanti di 120 paesi e regioni presenti alla cerimonia, che le crescenti minacce di guerra nucleare “ignorano completamente” la terrificante eredità degli attacchi del 1945, che uccisero oltre 140.000 persone tra esplosione e successive radiazioni.

Tre giorni dopo, il 9 agosto, un’altra bomba atomica uccise 74.000 persone a Nagasaki. Il Giappone si arrese il 15 agosto, ponendo fine alla Seconda Guerra Mondiale. Nel giorno dell’ottantesimo anniversario dell’immane tragedia, a Hiroshima una preghiera silenziosa si è tenuta alle 8.15, momento esatto cui l’aereo statunitense Enola Gay sganciò la bomba “Little Boy” sulla città giapponese, uccidendo sul colpo oltre 60mila persone.

Hanno preso parte al rito centinaia di funzionari, studenti e alcuni sopravvissuti, tutti vestiti di nero che hanno deposto fiori al cenotafio commemorativo in memoria delle vittime. ”C’è una tendenza sempre più marcata verso il riarmo militare in tutto il mondo”, ha detto il sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui. Avvertendo: “Questi sviluppi ignorano palesemente le lezioni che la comunità internazionale avrebbe dovuto imparare dalla storia e da tragedie come questa”. “Bisogna puntare a un mondo senza armi nucleari”, ha aggiunto il primo ministro giapponese, Shigeru Ishiba.

Oggi Hiroshima è una fiorente metropoli di 1,2 milioni di abitanti, ma la ferita è ancora aperta e resta viva nella memoria di molti. Dalle prime ore dell’alba, molte famiglie, che hanno perso i propri cari nell’attacco, si sono riunite in preghiera.

“Mio nonno morì subito dopo il bombardamento, mentre mio padre e mia madre morirono entrambi di cancro. Anche i miei suoceri persero la vita”, ha raccontato Yoshie Yokoyama, 96 anni, arrivata alla cerimonia in sedia a rotelle accompagnata dalla nipote. ”La gente continua a soffrire”, ha confessato commossa ai giornalisti.

 unihiko Sakuma, 80 anni, altro sopravvissuto alle esplosioni quando era appena un neonato, ha dichiarato di sperare ancora in un mondo libero dal nucleare: “La generazione più giovane sta lavorando duramente per raggiungere questo obiettivo”, ha detto.

Nihon Hidankyo, l’organizzazione che l’anno scorso ha vinto il premio Nobel per la pace, rappresenta il numero sempre più esiguo di sopravvissuti, noti come hibakusha che, secondo il ministero della Salute giapponese, a marzo sarebbero rimasti solo 99.130, con un’età media di 86 anni.

“Voglio che gli inviati dei paesi stranieri visitino il museo commemorativo della pace e capiscano cosa è successo”, ha dichiarato il co-presidente del gruppo, Toshiyuki Mimaki, ai media locali riaffermando il rischio di perdere la memoria del tragico evento. La cerimonia per gli 80 anni di Hiroshima ha incluso un numero record di circa 120 paesi e regioni, tra cui, per la prima volta, Taiwan e della Palestina.

Assenti la Russia e la Cina, mentre gli Stati Uniti, che non hanno mai formalmente chiesto scusa per aver sganciato le bombe, erano rappresentati dal loro ambasciatore in Giappone. “Le stesse armi che hanno causato tanta devastazione a Hiroshima e Nagasaki vengono ancora una volta trattate come strumenti di coercizione”, ha denunciato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, parlando dell’escalation nucleare di queste settimane.

A giugno, il Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) ha rilanciato l’allarme per una ”nuova corsa agli armamenti nucleari in un momento in cui i regimi di controllo delle armi sono seriamente indeboliti”, mentre quasi tutti nove stati dotati di armi nucleari sono impegnati a modernizzare i propri arsenali. Russia e Stati Uniti detengono circa il 90% delle oltre 12.000 testate nucleari presenti nel mondo.



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