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Alaska: Trump-Putin, tre ore di colloquio. Ma il cessate il fuoco non c’è. Lo zar: “Spero nella pace, l’Europa non ostacoli”

Trump e Putin dopo il vertice ad Anchorage, in Alaska

ANCHORAGE – Sorrisi e stretta di mano, ma la pace non c’è ancora. E nemmeno la tregua. A domanda precisa, alla fine delle tre ore di colloquio con Trump, Vladimir Putin ha risposto: “La pace? Lo spero. Mi auguro che l’Europa non sia un ostacolo”.

Quindi? Colloqui utili, costruttivi, caratterizzati da grande rispetto. E anche nuove intese e affari da raggiungere e far ripartire. Ma, come appena detto, di una pace in arrivo tra la Russia e l’Ucraina ancora nessuna traccia. E’ questo il bilancio che gli stessi Donald Trump e Vladimir Putin, nelle dichiarazioni congiunte post-summit, fanno delle 3 ore di colloqui avvenuti ad Anchorage, in Alaska.

“Non c’è accordo finchè non c’è un accordo”, ha scandito Donald Trump davanti ai giornalisti. Un modo indiretto per ammettere che oggi, 16 agosto 2025, quella pace tanto desiderata non è stata raggiunta. Nessun cessate il fuoco. Nulla di tangibile da segnalare, sebbene durante il volo da Washington ad Anchorage, in Alaska, il presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato che la fine della guerra era il suo obiettivo dal summit con Putin e che se non l’avesse ottenuto oggi “non sarebbe stato felice”. E il risultato di questa sera, dopo le dichiarazioni, non puo’ effettivamente renderlo contento e soddisfatto.

“Stanco, deluso, ma anche deludente”, così a caldo lo hanno descritto i media americani, che invece riconoscono in Putin il vero vincitore dell’incontro, a cui Trump ha concesso sin dalla mattinata tappeto rosso, aerei da combattimento e tanta gentilezza.

Il leader del Cremlino, che dopo sette anni e’ tornato a dichiarare alla stampa accanto a un presidente americano, ha preso la parola per primo e ha parlato per quasi nove minuti, oltre il doppio di quanto ha parlato il suo omologo statunitense. Putin è soddisfatto perchè intanto è uscito dall’isolamento. Ma il futuro della guerra e dell’Ucraina sembra ancora tutto da scrivere.

Le prime reazioni, a caldo, non sono positive. Dopo il vertice di Alaska tra Trump e Putin e le successive dichiarazioni dei leader, diversi politici degli Stati dell’Europa orientale hanno reagito con scetticismo. In un post su X, il ministro della Difesa lituano Dovile Sakaliene ha puntato il dito contro Putin, accusato di minacciare velatamente l’Ue.

Putin poche ore fa da Anchorage aveva avvertito l’Unione Europea di non “sabotare” i progressi compiuti al vertice. Nel frattempo, anche il ministro degli Esteri ceco Jan Lipavsky ha dichiarato di accogliere con favore gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma di dubitare dell’interesse di Putin in un accordo. “Se Putin fosse serio nel negoziare la pace, non avrebbe attaccato l’Ucraina tutto il giorno oggi”,


Sandro Bennucci

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