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Firenze, “cubo nero”: Nardella dice che non l’avrebbe approvato. E attacca Pessina: “Era il signor no, ma disse sì”

Il “cubo nero” sopra l’ex Teatro Comunale (Foto dai social)

Mette le mani avanti, l’ex sindaco, Dario Nardella. Dice che il “cubo nero” spuntato sopra il vecchio Teatro Comunale non gli piace e non l’avrebbe approvato. Ma chi era sindaco se non lui quando le procedure vennero avviate? Due giorni dopo l’apertura dell”inchiesta della procura, in un’intervista Nardella, oggi europarlamentare del Pd, afferma: “Il progetto non mi piace per niente” con riferimento soprattutto alle “scelte cromatiche” ed ai “materiali”. E, ancora: “Fosse stato per me, non l’avrei approvato”.

Nardella difende il suo operato e quello della giunta: “Bene l’indagine contro ignoti, potrà aiutare a verificare la correttezza della procedura”, sottolineando che la commissione paesaggistica di Palazzo Vecchio che dette il via libera nel 2020, quando lui era sindaco, “è un organismo indipendente” e comunque il giudizio non è vincolante, perché l’ultimo parere spetta alla Soprintendenza.

E proprio all’ex soprintendente Andrea Pessina, Nardella ricorda che “la Soprintendenza esprime parere vincolante sull’aspetto estetico e sull’impatto paesaggistico” ricordando che Pessina “lo chiamavano il signor no” per la quantità di progetti rigettati ma “per l’ex Teatro è stato il signor sì”.

Frasi criticate a Palazzo Vecchio dai consiglieri di minoranza della lista Schmidt che parlano di “scaricabarile”, attaccando Nardella “che ha la responsabilità politica di un processo di trasformazione di Firenze in Disneyland del Rinascimento”, non solo per l’ex Comunale. In realtà, a loro giudizio, “va messa sotto accusa un’intera stagione dell’urbanistica a Firenze nella quale l’interesse pubblico è stato annichilito a favore di interessi speculativi privati”.

La butta sull’ironia Massimo Torelli, animatore e referente del Comitato anti-overtourism Salviamo Firenze: “Nardella come Groucho Marx: non mi iscriverei mai a un club che mi accettasse come socio – commenta -. Va bene tutto, capiamo lo scaricabarile, capiamo che ha percepito l’indignazione della città, ma non è accettabile”.

Un giudizio negativo, estetico ma anche relativo all’attenzione messa dai privati fiorentini quando curano le loro proprietà, arriva dalla marchesa Bona Frescobaldi: “Mi sembra un progetto stile Trump, sfacciato, arrogante, tutto fuori contesto”. Un intervento che non piacerebbe al suo amico, il re Carlo d’Inghilterra.

“È completamente contrario al suo gusto e ai suoi canoni estetici – garantisce in un’intervista alla Stampa -. Con il suo architetto di fiducia, Léon Krier ha voluto rifare totalmente le facciate delle residenze reali per averle del colore giusto e più consono alla tradizione”. E qui “io – aggiunge “ho visto questa grande parete di specchi estremamente impattante. Sono abituata ad avere tante difficoltà nell’avere permessi quando vorrei spostare una finestra di dieci centimetri, anche in campagna. Noi siamo molto attenti, perciò mi stupisce vedere queste cose”, “quel cubo è spuntato improvvisamente nel centro di Firenze”. 


Sandro Bennucci

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