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Cyberattacco agli aeroporti: perchè l’Italia non ne ha risentito. La polizia postale: “Scattate contromisure, guardia alta”

polizia postale

Italia non colpita gravemente dal cyberattacco che ha scombinato i voli in alcuni dei più importanti aeroporti europei. Perchè? Che cosa è successo? Lo spiega il capo della Polizia Postale, Ivano Gabrielli, al termine di una giornata complessa segnata da un massiccio attacco hacker che ha preso di mira, tra gli altri, gli scali di Londra, Berlino e Bruxelles: “Quanto avvenuto sabato in alcuni scali aeroportuali in Europa non ha avuto riflessi in Italia, ma ci conferma che nulla deve essere dato per scontato”.

Gabrielli fornisce una sorta di bilancio su quanto accaduto e sui limitati riflessi che l’azione dei pirati informatici ha avuto in Italia, sottolineando però che la guardia, soprattutto “in un clima di particolare tensione”, deve restare alta.

Appena è filtrata la notizia dell’attacco, in Italia sono scattate le contromisure. Il Centro nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della Postale è stato in contatto costante con Enac e Enav. E anche l’Agenzia nazionale per la Cybersicurezza ha monitorato l’evolversi della situazione. Che però non ha toccato l’Italia. “Gli eventi di oggi – spiega Gabrielli – confermano, ancora una volta, che i perimetri cybernetici non sono necessariamente legati alle infrastrutture. Mi spiego: gli attacchi, in base a quanto emerso dalle immediate verifiche, non hanno riguardato le strutture aeroportuali, ma un fornitore che garantisce, soprattutto negli scali inglesi e tedeschi, servizi di ticketing e check-in. Questo ha provocato, come prevedibile, un rallentamento in queste attività, andando a colpire gli ingranaggi organizzativi interni all’infrastruttura e causando ritardi e disagi”.

Nessun rischio per la sicurezza dei voli, quindi. “In quel caso l’attacco sarebbe stato ben più grave”, aggiunge Gabrielli, spiegando che anche in questo caso le tracce lasciate dai cybercriminali portano all’Est Europa, in particolare a gruppi criminali “russofoni”.

“Dalle prime evidenze investigative – prosegue il numero uno della Postale – emerge l’utilizzo di malware che conosciamo da tempo e che sono tipici delle organizzazioni che portano avanti, spesso in modo molto aggressivo, interessi internazionali ben precisi.”

“Protocolli immediatamente operativi e monitoraggio” costante restano la risposta più efficace agli attacchi. L’azione di oggi ha provocato disagi molto contenuti negli scali italiani. A Fiumicino, una manciata di voli ha registrato ritardi, tutti comunque contenuti entro le due ore.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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