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Ucraina: le nuove sanzioni dell’Unione Europea alla Russia. Non solo gas e petrolio

Ursula von der Leyen

BRUXELLES – Il cuore delle sanzioni resta l’energia, linfa vitale della macchina da guerra russa. Ma il diciannovesimo pacchetto dell’Ue non si limita a gas e petrolio: per la prima volta vengono toccate anche carte di credito e criptovalute, nuovi tasselli di una strategia che, dal marzo 2022, punta a logorare il Cremlino. Ora spetta ai Ventisette dare il via libera all’unanimità. Ecco le nuove misure proposte:

ENERGIA – Si comincia dai combustibili fossili. Dal primo gennaio 2027 stop al gnl russo, con un anno d’anticipo rispetto alla tabella di marcia di RePowerEu. Accanto, si consuma la sfida del petrolio. “Se i prezzi del greggio calano, Putin dovrà fermarsi”, ha ammonito nei giorni scorsi Donald Trump, sollecitando l’Europa a ridurre importazioni che restano tuttavia centrali per Ungheria e Slovacchia. In tre anni, ha ricordato Ursula von der Leyen, i proventi petroliferi russi dall’Europa sono crollati del 90%. Ora l’intenzione è “chiudere definitivamente il capitolo”. Alla lista nera dell’Ue si aggiungono così altre 118 petroliere e cargo della cosiddetta flotta ombra russa, portando il totale a 560 navi. E anche per i colossi statali Rosneft e Gazpromneft non ci saranno più scappatoie: su di loro peserà il divieto totale di transazioni. L’arsenale energetico si completa con l’aggiornamento del tetto al prezzo del greggio, fissato a 47,60 dollari.

ANTI-ELUSIONE – La stretta si allarga anche a chi sostiene il Cremlino dall’esterno. Raffinerie, trader e aziende petrolchimiche in Russia e Paesi terzi – comprese Cina e India – insieme a società che forniscono a Mosca tecnologie dual-use – dai dati geospaziali all’intelligenza artificiale – figurano tra le 45 nuove entità colpite. Previsto inoltre il blocco degli investimenti nelle zone economiche speciali legate al conflitto in Ucraina, con possibili estensioni ai porti che offrono riparo alla flotta ombra.

FINANZA – L’obiettivo è incrinare l’architettura dei pagamenti russi. Nel mirino, con divieti assoluti di transazione – il sistema nazionale di carte Mir – usato da più di 400 milioni di carte – e la piattaforma dei pagamenti istantanei Sbp che nel solo secondo trimestre del 2025 ha gestito 4,6 miliardi di operazioni per 24,8 trilioni di rubli. Una linea seguita anche per le criptovalute: stop a scambi, servizi e moneta elettronica destinata ai cittadini russi. L’elenco delle banche sanzionate si estende a Paesi che fanno da retrovia finanziaria, dal Kazakistan alla Bielorussia fino al Kirghizistan e al Tagikistan.

PROTEZIONE MINORI – Sanzioni mirate per chi ha orchestrato rapimenti e indottrinamenti dei bambini ucraini. 



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