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Crosetto al Senato, Flotilla: “Non possiamo garantire la sicurezza in acque israeliane”. E su Gaza:”Non siamo la Knesset”

Guido Crosetto al Senato (Foto Palazzo Madama)

ROMA – Nell’Aula del Senato, dopo la richiesta delle opposizioni di un intervento del governo su Gaza e la Flotilla, è intervenuto il ministro della difesa, Guido Crosetto. Affermando, in sostanza, che l’Italia ragiona con il governo israeliano per far cessare la guerra e gli attacchi, ma il Parlamento italiano non è la Knesset e quindi non ha “potere sulla politica che decide il parlamento o il governo israeliano”.

E sulla Flotilla: ” La fregata inviata in soccorso alla Global Sumud Flotilla “non è una nave di scorta, ma è una nave che abbiamo inviato per intervenire a soccorso dei nostri cittadini. Non è un atto di guerra o provocatorio, ma è un atto di umanità e un dovere nei confronti dei nostri cittadini. Naturalmente continueremo a lvorare perchè non accada nessun incidente alla Flotilla, anche con il vostro aiuto, indipendentemente dalle contrapposizioni politiche. Però sia chiaro che non possiamo garantire la sicurezza in acque israeliane”.

E ancora: “Noi non siamo la Knesset, noi siamo il Parlamento italiano, noi non possiamo discutere qua dentro o avere potere sulla politica che decide il Parlamento israeliano o il governo israeliano”, ha affermato il numero uno del ministero della Difesa.

“Ragioniamo col governo israeliano, abbiamo cercato fin dall’inizio di far cessare questa guerra, questi attacchi, abbiamo preso posizioni dure nei confronti di quello che succede, abbiamo anche evoluto la nostra posizione. Da sempre abbiamo sposato la politica due popoli, due stati, l’abbiamo sempre seguita, non da oggi, è antica, e continuiamo ad andare avanti, ma sappiamo perfettamente qual è il ruolo che può avere l’Italia nel far cambiare idea o nel far cambiare la politica del governo Netanyahu, ma non solo dell’Italia”, ha detto ancora Crosetto, citando la posizione del presidente francese Emmanuel Macron, con il riconoscimento dello Stato di Palestina, non ha “cambiato una virgola”. “Quello che hanno fatto altri Paesi ha cambiato una virgola? La politica è l’arte del realismo, non del velleitarismo e della strumentalizzazione. Dal nostro governo ogni azione è stata un’azione concreta; meglio accendere un cerino che imprecare contro le tenebre”.

Crosetto ha detto di ritenere che “la politica sia l’arte del realismo e di ciò che è possibile, non del velleitarismo, non della strumentalizzazione”. Da questo punto di vista, ha aggiunto, “rivendico il fatto che ogni azione che è stata fatta dal governo su questo tema è stata una azione molto concreta. Io sono convinto che molto spesso sia meglio accendere un cerino che imprecare contro le tenebre. Noi abbiamo acceso decine, centinaia di cerini di speranza, anche se piccoli, nel riguardo del popolo palestinese in questi anni. Siamone orgogliosi tutti”.

Quindi, nel dettaglio: “Abbiamo assunto posizioni molto dure e nette con lsraele per la politica che Netanyahu ha fatto e sta facendo, ma contestualmente non abbiamo chiuso il canale di dialogo perché se lo avessimo fatto, non avremmo nemmeno la possibilità di farlo ragionare, provare a prevenire i problemi, a far cessare quella guerra. Parole tipo ‘siete corresponsabili del genocidio’ non aiutano il governo italiano. Non sentiamo alcuna corresponsabilità con nessuna azione fatta dal governo Netanyahu nei confronti di Gaza e della popolazione palestinese. Il primo aiuto occidentale arrivato ai palestinesi è stato la Nave Vulcano”.

GASPARRI –  “Il ministro ha detto che sono state mandate delle navi militari italiane, ma sapete quanto costa mandare quelle navi? Avremmo potuto spendere quei soldi per darli ai bambini palestinesi. Quando le navi difendono i confini d’Italia vi fanno schifo, quando accompagnano la Flotilla invece fanno bene, ma costano allo stesso modo quelle navi militari”. Così il capogruppo di FI in Senato, Maurizio Gasparri, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama dopo l’informativa del ministro della Difesa, Guido Crosetto. sugli attacchi alla Global Sumud Flotilla e sull’evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo. 

BOCCIA –  “Se per strada nelle piazze e nelle case, nella coscienza degli italiani questa vicenda è diventata centrale non è perché è di sinistra o di destra, ma perché è una delle più grandi tragedie del tempo che viviamo e sentiamo la responsabilità di non aver fatto finora quello che si sarebbe dovuto fare”. Così il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia parlando in Aula dopo l’informativa del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla Flotilla.”Quando si è costretti a paracadutare del cibo è evidente che non ci sono più le condizioni umanitarie – aggiunge – e a Gaza è in corso una catastrofe umanitaria”.”Flotilla si è mossa sulla base di tre principi: ‘umanitaria’, ‘pacifica e disarmata’, e ‘necessaria’ perché nata in risposta a gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale”.

AVS – “Abbiamo apprezzato la decisione dell’invio della Fregata della nostra Marina Militare, anche se e’ un gesto non sufficiente, perche’ non serve solo una missione di assistenza, serve una missione di protezione. E su questo il ministro Crosetto non ci ha risposto, come non ha risposto alle domande su cosa accadrà se ci saranno altri attacchi. La Flottiglia non e’ diretta da nessuno, come dimostrano le centinaia di migliaia di persone che sono scese in piazza. Lunedi’ scorso e’ sceso in piazza il popolo, ecco allora dico: rispondete al popolo. Perche’ gli italiani si sono ribellati a quelle drammatiche immagini che vediamo tutti i giorni. Immagini che spaccano il cuore e lo stomaco. Gli italiani chiedono di intervenire, di fermare il genocidio contro il popolo palestinese, chiedono di tutelare la Flottiglia ma, soprattutto, chiedono di riconoscere lo Stato di Palestina senza condizioni”. Lo afferma in Aula a palazzo Madama il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni nella replica al ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Il problema non e’ la consegna degli aiuti, perche’ ci sono centinaia di camion fermi ai valichi che il governo criminale di Israele blocca e gli aiuti devono essere paracadutati. La Flottiglia vuole rompere questo assedio, vuole portare aiuti e medicinali a Gaza, continua Magni. In questi mesi tutto l’Occidente ha giustamente adottato le sanzioni contro la Russia, ma perche’ non si adottano sanzioni contro Israele, perche’ l’Italia continua ad inviare armi e sistemi d’arma, perche’ non viene messo in discussione il Memorandum di cooperazione tra Italia e Israele. E la nostra, come quella della maggioranza degli italiani, non e’ una posizione ideologica. E’ una posizione umanitaria, di pace. Noi ci rivolgiamo al governo italiano perche’ sono molti gli italiani sulla Flottiglia e il dovere del governo e’ quello di garantire la loro incolumita’. Ma la posizione della Presidente del Consiglio Meloni e’ irresponsabile. Una posizione che scarica responsabilità, anzichè assumersela la responsabilità”.

CALENDA – “Questo è il momento della responsabilità non solo per il Governo, ma anche per le opposizioni, perché in quella Flotilla ci sono rappresentanti di questo Parlamento ed è evidente che il lavoro del Governo, almeno quello di supporto umanitario, cesserà con l’ingresso della flottiglia nelle acque in cui si svolge il blocco navale israeliano, perché a meno di non chiedere o non pensare che si vada in un conflitto diretto con Israele, cosa che non credo sia intenzione di nessuno in quest’Aula, allora forse sarebbe giusto che i rappresentanti delle istituzioni che sono presenti su quella flottiglia spingessero affinché si utilizzasse il canale umanitario messo a disposizione dalla chiesa attraverso Cipro”.

Lo ha detto in Senato Carlo Calenda in Senato dopo l’informativa del ministro Crosetto. “Infatti, se l’obiettivo è portare aiuti a Gaza, obiettivo nobile, forse quello è il canale che meno rischia di compromettere la situazione di chi oggi è su quella flottiglia, di cui i parlamentari hanno una responsabilità, perché quando salgono sopra una nave e partecipano a missioni hanno una responsabilità che è oltre quella dei singoli altri partecipanti. Questo è l’invito che facciamo alle altre opposizioni”.



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