Skip to main content

Omicidio Chiara Poggi, Garlasco: svolta clamorosa. Indagato per corruzione ex procuratore Venditti

Nelle foto: Andrea Sempio, Chiara Poggi, Alberto Stasi

GARLASCO – Colpo di scena nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. Mentre prosegue l’indagine a carico di Andrea Sempio, oggi, 26 settembre 2025, l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, è stato iscritto dalla Procura di Brescia nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari nell’inchiesta di Garlasco.

La tesi della procura è che Venditti possa essere stato pagato dai Sempio per archiviare l’indagine a carico del 37enne nel 2017. Una tesi che ha portato a perquisizioni nelle proprietà di Venditti, ma anche della famiglia Sempio, compresi i genitori di Andrea, e degli ex carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, nel 2017 rispettivamente addetto e responsabile della Sezione di polizia giudiziaria, per un totale di 9 persone perquisite. Disposti anche sequestri di pc, cellulari, tablet e ogni supporto di archiviazione. A far scattare l’indagine “una serie di anomalie” nelle indagini e un ‘pizzino’, un appunto scritto a mano, trovato 14 maggio 2025 “presso l’abitazione dei genitori di Andrea Sempio” da cui “emergerebbe che agli inizi del mese di febbraio 2017 – e dunque in concomitanza con le indagini conseguenti alla prima iscrizione” di Sempio nell’elenco degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi “fosse stata proposta o comunque ipotizzata” una somma di denaro a Venditti “correlata alla archiviazione del procedimento” “ricavabile dalla scritta ‘VENDITTI GIP ARCHIVLA X 20. 30. euro'” e con “l’archiviazione” che “è in effetti stata richiesta in data 15 marzo 2017 e accolta dal Gip in data 23.3.2017”.

Tra le “anomalie” indicate dai pm di Brescia ci sarebbero anche le mancate trascrizioni delle intercettazioni di Giuseppe Sempio in merito alla “necessità di ‘pagare quei signori lì’ con modalità non tracciabili”. Per la procura di Brescia, non solo quelle frasi “di forte valenza indiziaria” non vennero trascritte, ma non ci fu alcuna verifica bancaria rispetto a “movimentazioni anomale”, emerse dalle indagini delegate ora da Brescia alla Gdf, tra il dicembre 2016 e il giugno 2017.Gli accertamenti, scrivono i pm bresciani, avrebbero fatto emergere dei pagamenti tramite assegni per 43mila euro dalle zie paterne di Andrea Sempio, Ivana e Silvia Maria, a favore del fratello Giuseppe. Nello stesso periodo, padre e figlio Sempio avrebbero effettuato prelievi in contanti per 35mila euro, definiti dagli inquirenti “incongrui” rispetto ai normali movimenti bancari, mentre Giuseppe Sempio avrebbe versato a Patrizio Sempio un assegno da 5mila euro “subito prelevati in contanti”.Inoltre ci sarebbe “l’omissione della trascrizione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali” da parte della polizia giudiziaria incaricata allora delle indagini, e “contatti opachi” con Spoto e Sapone. Secondo la procura di Brescia i due ufficiali di polizia giudiziaria avrebbero avuto dei contatti con i Sempio prima della loro audizione in Procura. Tra gli elementi definiti anomali dalla sostituta Claudia Moregola e dal procuratore Francesco Prete, anche la “breve durata” dell’interrogatorio di Sempio e la conclusione della annotazione d’indagine del marzo 2017 con una formula definita “tranchant” circa la “‘completa assenza di elementi a supporto delle ipotesi accusatorie'” a carico di Sempio.

Non solo. Andrea Sempio sarebbe stato informato “da qualcuno” delle domande che gli sarebbero state rivolte in procura prima dell’interrogatorio del 2017. Secondo i pm di Brescia, dalle intercettazioni ambientali in auto dopo l’interrogatorio di quel 10 febbraio 2017, Andrea Sempio e il padre Giuseppe si sarebbero confrontati sull’interrogatorio affermando di aver “‘cannato'” la risposta in merito allo scontrino che fornirebbe l’alibi e sulla “sensazione” che avrebbero avuto in merito agli inquirenti, definiti da padre e figlio in quella intercettazione “dalla nostra” dopo le domande sulla localizzazione del cellulare di Sempio. Anche in merito alla notifica dell’invito a comparire per l’interrogatorio, l’ex carabiniere Spoto si sarebbe intrattenuto con Sempio “per un tempo assai esteso” di oltre un’ora, mentre l’ex luogotenente Sapone “risultato avere rapporti di particolare confidenza e correlazione” con l’allora pm Venditti, avrebbe avuto un contatto sempre con Sempio prima di allora e senza una “ragione investigativa correlata”.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo