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Montemurlo, operai aggrediti durante sciopero: protesta a Firenze davanti al negozio Patrizia Pepe

(foto FB Sudd Cobas)

FIRENZE – Hanno protestato a Firenze stamattina, 29 ottobre 2025, i lavoratori della stireria L’Alba di Montemurlo, supportati dal sindacato Sudd Cobas, davanti alla boutique Patrizia Pepe in piazza Duomo. La protesta è arrivata alla vigilia della nuova riunione del tavolo convocato per giovedì 2 ottobre dalla Provincia di Prato per trovare una soluzione per i 18 operai rimasti senza occupazione dopo la chiusura dello stabilimento alle porte di Montemurlo.

“Avevamo detto che avremmo risalito le filiere per portare i committenti a prendersi delle responsabilità concrete nel trovare una soluzione a questa situazione”, dice Francesca Ciuffi dei Sudd Cobas, che ricorda come le aggressioni subite dai lavoratori – due settimane fa un operaio era stato preso a pugni durante un picchetto -, “hanno origine in un sistema violento che è quello della moda, fatto di subappalti opachi”. Venerdì scorso in Provincia c’è stato il primo incontro convocato dal presidente Simone Calamai alla presenza di alcuni committenti, ma non di Tessilform, titolare del marchio Patrizia Pepe. “E’ stato l’unico a non presentarsi”, spiega Luca Toscano, portavoce dei Sudd Cobas.

“Patrizia Pepe si ritiene estranea, noi crediamo che quando si tratta di una filiera di un appalto”, il committente del lavoro “non è mai estraneo”. “Qui – spiega indicando la boutique – ci sono le giacche, i cappotti che venivano lavorati all’Alba. Quando un cappotto che viene venduto a oltre 500 euro ha dietro una storia di lavoro sfruttato, di delocalizzazione, addirittura come questa in questa vicenda, di violenza sugli operai, c’è qualcosa che non va. E se c’è un minimo di coerenza tra quello che si scrive nei codici etici e la realtà, è assurdo che non ci si sieda al tavolo e non si partecipi alla ricerca di una soluzione per questi lavoratori”. Per Toscano questa vertenza “è un’occasione per il distretto moda: per una volta, i committenti possono scegliere di non cambiare fabbrica ma di intervenire per cambiare sistema”.



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