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Sciopero Pro Pal: corteo a Firenze. Con Giani. Sap: “A Santa Maria Novella violenza organizzata contro la polizia”

Corteo a Firenze (foto FB assessore Serena Spinelli, foto d’archivio)

FIRENZE – Di lotta e di governo. Anche il presidente della Regione Toscana, e ricandidato, Eugenio Giani sta prendendo parte, a Firenze, allo sciopero generale promosso da Cgil e sindacati di base in solidarietà con il popolo palestinese e la Global Sumud Flotilla.

Centinaia di persone in corteo, con in testa lo striscione: “Fermiamo il sionismo con la Resistenza”, stanno attraversando la città dalla Fortezza da Basso dirette verso piazza delle Cure e, successivamente, la zona dello stadio Artemio Franchi. A scandire i passi del corteo, slogan a favore della Palestina e il canto di ”Bella Ciao”, intonato soprattutto dagli studenti, presenti in gran numero.

Tra le adesioni politiche, spiccano quelle del Partito Democratico Toscana e di Alleanza Verdi Sinistra. In piazza , come detto, anche Eugenio Giani. 

SINDACATO POLIZIA – Ancora una volta una manifestazione annunciata come pacifica si è trasformata in scontro frontale con la polizia. Lo scrive il sindacato di polizia Sap sull’occupazione dei binari nella stazione di Santa Maria Novella, dopo un corteo pro Palestina in centro.

“Ieri sera (2 ottobre 2025, ndr) alla stazione di Santa Maria Novella il corteo pro-Palestina ha oltrepassato il limite, lanciando bombe carta, bottiglie e fumogeni contro i cordoni delle forze dell’ordine e occupando i binari, con conseguenze per la sicurezza dei cittadini e la circolazione ferroviaria. Diversi agenti e funzionari di Ps sono rimasti feriti”, riporta il segretario provinciale, Massimo Bartoccini.

“Il diritto a manifestare non significa mettere in pericolo poliziotti e cittadini. Quello che abbiamo visto a distanza di pochi giorni non ha nulla a che vedere con la pace: è stata solo violenza organizzata contro lo Stato e i suoi servitori – afferma – Noi siamo con i colleghi che ieri, ancora una volta, sono stati usati come obiettivo da chi cerca lo scontro a ogni costo”.

Bartoccini ha sottolineato la pressione che grava oggi sulle forze dell’ordine: “Siamo chiamati a garantire sempre. I poliziotti sono diventati il capro espiatorio delle tensioni sociali e politiche e questo non è tollerabile. Chi in politica minimizza o strizza l’occhio a chi aggredisce la polizia, deve sapere che non difende la democrazia, la indebolisce”. 



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