Salvini contestato a Livorno, lui: “Serve autorizzazione degli anarchici?”. Uova e fumogeni contro le forze dell’ordine

LIVORNO – Il leader della Lega e vice premier Matteo Salvini è stato contestato oggi, 7 ottobre 2025, da un gruppo di manifestanti, tenuti indietro dal cordone della polizia in tenuta antisommossa, a Livorno dove ai Bagni Pancaldi è in corso si tiene una manifestazione elettorale della Lega.
Salvini ha deciso di fare il punto stampa con i giornalisti fuori da Palazzo Pancaldi, a pochi metri dai manifestanti e di attendere alcuni minuti lì l’arrivo dei ministri della Lega che partecipano all’evento. Nell’attesa gli sono stati rivolti alcuni cori ingiuriosi e lui più volte si è girato verso i manifestanti mimando il gesto di buttare dei baci. “Non pensavo che servisse l’autorizzazione degli anarchici e della Cgil per parlare di Toscana a Livorno, pensavo di essere in una città libera, democratica, tollerante dove ognuno può esprimere le sue idee” ha commentato Salvini con i giornalisti.
“Che ci siano centinaia di poliziotti e carabinieri con caschi e scudi – ha proseguito Salvini commentando la contestazione – e la gente che vuole arrivare a sentire il ministro della Scuola, il ministro della Disabilità o il ministro dell’Economia non possa avvicinarsi e sia preso a calci o a sputi non è normale”. Una contestazione raccontata così da Salvini: “Non mi è mai capitata una cosa del genere. Ci sono Giorgetti e la Locatelli che stanno girando da un po’, Valditara ha preso calci alla macchina”.
LANCI DI UOVA E FUMOGENI SULLA POLIZIA – Lungomare blindato e protesta con qualche lancio di uova, pomodori, bottigliette e fumogeni all’indirizzo del cordone di polizia schierato a protezione dell’arrivo degli esponenti della Lega. La capitaneria di porto ha disposto l’interdizione fino alle 22 dello specchio di mare antistante, già pattugliato da mezzi di polizia, guardia costiera e finanza. Circa 200 i contestatori che hanno risposto all’appello di Usb e antagonisti della Caserma occupata, Azione Livorno antifascista con gli studenti di Scuola di Carta e Potere al popolo dandosi appuntamento di fronte ai varchi approntati a protezione dell’evento dalle forze dell’ordine con camionette e transenne. Al presidio, esposte bandiere della Palestina e striscioni contro Israele.
Intonati cori contro Salvini e striscioni con scritto: “Basta complicità con lo stato genocida di Israele” e “Le leggi livornine non valgono per i sionisti” (erano leggi del Granduca che aprivano la città alla libera presenza di persone e merci e che, fra le varie misure, garantivano la libertà di professione del culto ebraico).
