Grosseto, sub morto alle Formiche: il corpo del 32enne recuperato a 60 metri di profondità

GROSSETO – Dopo ore di ricerche da parte dei vigili del fuoco e della Guardia Costiera si è spenta nel tardo pomeriggio di ieri, 11 ottobre 2025, la speranza di ritrovare vivo il sub disperso in mare la mttina di sabato nella zona delle Isole Formiche, al largo della Maremma grossetana.
Il ragazzo, 32 anni, appassionato di subacquea, si era immerso insieme a un gruppo di amici in una delle aree più affascinanti e frequentate del Tirreno per la bellezza dei fondali, ricchi di pesci e coralli. Ma, al termine dell’immersione, non è più riemerso. L’allarme è scattato subito, con la richiesta di soccorso inviata alla Capitaneria di porto di Porto Santo Stefano. Immediato l’intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco, partiti da Livorno con l’elicottero Drago 63, e di una squadra di soccorritori acquatici giunti sul posto a bordo di un gommone. Le ricerche si sono protratte per tutta la giornata, finché un’attrezzatura di rilevamento subacqueo della guardia costiera non ha localizzato il corpo, troppo in profondità per essere recuperato dai vigili del fuoco.
Le operazioni di recupero sono quindi proseguite con l’intervento diretto della guardia costiera, dotata di strumenti specifici per operare a grandi profondità. Le Isole Formiche, sebbene meta amata dai sub di tutta Italia, sono purtroppo già state teatro di altri incidenti mortali. Nel 2014 tre sub persero la vita per monossido di carbonio nelle bombole, mentre nel 2020 un altro subacqueo morì dopo un malore in immersione.
AGGIORNAMENTO DELLE 21.45
La vittima si chiamava Marco Danti, 32 anni di Lerici, molto conosciuto anche per la sua professione di medico anestesista a La Spezia.
