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Ore 18.30 del 24 novembre 2014: un uomo è a terra con due colpi di pistola alla schiena

Verona: morti 3 carabinieri e 13 feriti per l’esplosione in un casolare. Fermati 2 fratelli

Ore 18.30 del 24 novembre 2014: un uomo è a terra con due colpi di pistola alla schiena
Carabinieri

VERONA – Esplosione nella notte fra il 13 e il 14 ottobre 2025, casa colonica di Castel D’Azzano, in provincia di Verona. Tre carabinieri sono morti e 13 tra militari e agenti di polizia sono rimasti feriti.

Un uomo e una donna di circa 60 anni, fratelli, sono stati fermati dalle forze dell’ordine, mentre un terzo familiare è tutt’ora ricercato nella zona. Secondo le prime informazioni, le forze di polizia erano intervenute per sgomberare l’abitazione, al cui interno c’erano tre persone, quando c’è stata la deflagrazione. L’intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti. Sul posto erano presenti anche i Vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i carabinieri non c’è stato nulla da fare. Tra gli occupanti, una donna è rimasta ferita.

La casa è completamente distrutta ed è avvolta dalle fiamme, il cui spegnimento sta occupando decine di pompieri. Numerosi i mezzi del Servizio di urgenza ed emergenza medica (Suem) che stanno operando. L’intervento dei sanitari è stato tempestivo perché alcuni si trovavano già sul posto come supporto alle forze dell’ordine per lo sgombero. Uno dei carabinieri morti è stato estratto dalle macerie.

La casa era satura di gas e l’esplosione è stata innescata all’apertura della porta d’ingresso che ha investito le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. Lo si apprende da fonti vicine agli inquirenti. Lo sgombero era stato programmato da giorni dopo vari tentativi, di far sgomberare tre fratelli, sulla sessantina d’anni, dal fondo e che non era mai andato a buon fine dopo le minacce di farsi saltare in aria. Così sono stati fatti arrivare sul posto carabinieri dei Reparti speciali e agenti dell’Uopi, specializzati in azione antiterrorismo.

AGGIORNAMENTO DELLE 20.11

Le vittime sono il brigadiere Capo Valerio Daprà 56 anni, il carabiniere Scelto Davide Bernardello, 36 anni entrambi del Comando Provinciale di Padova e il Luogotenente Marco Piffari, 56 anni, residente in provincia di Padova e Comandante della Squadra Operativa Supporto del Battaglione Mobile di Mestre.

Gli inquilini dell’immobile esploso sono i tre fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e allevatori con problemi finanziari e ipotecari. L’anno scorso erano saliti sul tetto della casa minacciando di farla esplodere. In passato la sorella si era cosparsa di amuchina. E, a quanto si ricostruisce, sarebbe stata lei ad accendere l’innesco – probabilmente una molotov – da cui è partita l’esplosione. È rimasta ustionata ed è stata ricoverata in ospedale, mentre i fratelli – nascosti in cortile – hanno tentato di darsi alla fuga. Uno, Dino, è stato fermato subito, mentre il maggiore, Franco, è stato rintracciato nei campi circostanti in mattinata e arrestato.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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