Esplosione di Calenzano: dissequestrato il deposito Eni. Che sarà destinato a energie rinnovabili

(Foto sui social di Giani)
PRATO – E’ stato dissequestrato il deposito carburanti Eni di via Erbosa a Calenzano, teatro della drammatica esplosione del 9 dicembre 2024, dove morirono 5 persone e ne rimasero ferite 26.
La decisione arriva dalla Procura di Prato, che ha accolto l’istanza presentata dalla difesa di Eni Spa, ritenendo conclusa la fase di incidente probatorio e non più necessario il mantenimento del vincolo giudiziario sull’intera struttura.
Resta sotto sequestro solo la piattaforma di carico Ple utilizzata al momento dell’incidente, ancora rilevante ai fini delle indagini in corso, spiega il procuratore Luca Tescaroli in un comunicato. L’azienda, dal canto suo, ha dichiarato ufficialmente, si legge nel comunicato della Procura, “il proposito di non destinare il deposito alla ripresa di stoccaggio dell’attività di carburanti che verranno delocalizzate nell’ambito di un percorso di intesa con le istituzioni del territorio e l’intenzione di avviare una trasformazione e riqualificazione dell’area secondo un approccio basato sulla transizione energetica e produzione di energie rinnovabili”.
Nel comunicato diffuso dalla Procura, si sottolinea come Eni abbia manifestato la volontà di trasformare l’area industriale in un polo dedicato alla produzione di energie rinnovabili, all’interno di un percorso di transizione energetica. “Quest’ufficio ritiene di non dover dubitare della serietà dell’impegno assunto”, scrive Tescaroli.
“Pertanto non ha ravvisto ragioni per mantenere il vincolo sul deposito, disponendo in via d’urgenza o richiedendo al giudice per le indagini preliminari di Prato il sequestro preventivo”.
