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Cinema, è morto Mauro Di Francesco: protagonista di film cult della commedia italiana anni ’80

Mauro Di Francesco in un frame del film Sapore di Mare – Un anno dopo

MILANO – E’ morto Mauro Di Francesco, attore della commedia italiana degli anni ’80. Aveva 74 anni ed era ricoverato da qualche tempo.

Nato a Milano nel 1951, figlio di una sarta teatrale e di un direttore di palcoscenico amico di Tognazzi e Vianello, debutta a soli 5 anni con il mago Zurlì e avrebbe poi ricordato con orgoglio di essere stato “il più giovane allievo di Strehler, nel Gioco dei potenti mi faceva fare il principe di Galles”. Nel 1968 a 17 anni è il giovane Robby nello sceneggiato a puntate trasmesso dalla Rai La Freccia Nera. Negli anni ’70 si dedica al cabaret, in coppia con Livia Cerini, per poi entrare a far parte del Gruppo Repellente, ideato da Enzo Jannacci e Beppe Viola, assieme a Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Giorgio Faletti, Giorgio Porcaro ed Ernst Thole.

Negli anni ’80 la consacrazione come “Maurino” accanto a Jerry Calà e Massimo Ciavarro. Recita in Sapore di mare 2 – Un anno dopo; Yesterday – Vacanze al mare; Ferragosto OK, I fichissimi, Chewingum e nei due Abbronzatissimi. È anche in Attila, flagello di Dio di Castellano e Pipolo accanto a Diego Abatantuono, con cui sarebbe rimasto amico e che lo avrebbe diretto anche in teatro. L’ultimo film è del 2019 accanto all’amico Jerry Calà in Odissea nell’ospizio. Ha avuto un figlio, Daniele, nato dalla relazione con la collega francese Pascale Reynaud conosciuta durante le riprese di Sapore d’amore. Nel 1997 ha sposato Antonella Palma di Fratianni, tutt’ora sua compagna di vita. Nel 2010 ha pubblicato un libro, La logica del paradosso.

Una ventina di anni fa l’attore sparì per anni dalle scene in seguito a un trapianto di fegato e rivelò in un’intervista al Giornale: “Eh, fuori tutte le notti, ho cominciato a bere a 10 anni e ho smesso a 55. Faccio un appello a tutti i ragazzi: lasciate perdere, l’alcol è peggio della droga. Non riducetevi come me, sono un miracolato dopo il trapianto di fegato. Ora voglio fare il testimonial dei donatori di organi”.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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