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Manovra: Landini vuole la patrimoniale. Meloni: “Con noi mai!”. L’Italia è troppo tartassata

Giorgia Meloni

ROMA – Nel confronto sulla legge di Bilancio torna il tema della patrimoniale, rilanciato dal campo largo del centrosinistra come misura per ridurre le disuguaglianze e finanziare scuola, sanità e welfare. Secca la risposta della premier Meloni che sui social scrive: “Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al Governo, non vedranno mai la luce”.  

Quello della Cgil “è uno sciopero politico che il sindacato, l’unico, organizza rompendo l’unità sindacale. Mi pare invece che ci sia un isolamento politico della Cgil. Non firma i contratti. Organizza gli scioperi di venerdì, sempre. Evidentemente c’è qualcosa, che non funziona nella Cgil. Perché se il mondo sindacale la pensa in maniera diversa da tutti gli altri.

Mi pare che la Cgil sia isolata nel mondo del lavoro”, ha detto Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli affari esteri e leader di Forza Italia, intervenuto alla settima Conferenza nazionale sulle dipendenze in corso al centro congressi dell’Auditorium della Tecnica di Roma. “Quindi libera scelta” la Cgil è “libera di fare”. Ma “gli altri firmano contratti, con aumenti salariali – ha affermato – E La Cgil è sempre contro. Forse Landini può essere che abbia delle mire politiche, che voglia fare il leader della sinistra. Legittimo. Io faccio solo un’analisi politica”.

SCHLEIN – “Con Giorgia Meloni al governo la pressione fiscale è salita al 42,8%, il massimo degli ultimi dieci anni. Lo dicono i dati del governo, non del PD – replica alla premier la segretaria del Pd Elly Schlein -. Il governo Meloni ha aumentato le tasse per tutti. E come se non bastasse nella prossima manovra interviene sull’IRPEF e aiuta di nuovo i più ricchi anziché il ceto medio che si è impoverito. Lo dice l’ISTAT, che l’85% delle risorse andranno alle famiglie più ricche. Con che faccia stamattina si sveglia e attacca le opposizioni? Il suo governo verrà ricordato come quello dei salassi per famiglie e imprese italiane e per gli aiuti ai più ricchi”. 

TASSE – Il problema, che la Sinistra fa finta di non capire, è che i “ricchi”, qualunque cosa venga decisa, riusciranno a sfuggire a tasse, balzelli, patrimoniali o altro. Ogni tassa, alla fine, ricade su chi dichiara i redditi reali: lavoratori e pensionati. In ogni caso, tutti i governi hanno spremuto chi non evade. Magari sperperando i soldi, come fece Giuseppe Conte che ora sbraita tanto, con il reddito di cittadinanza o i super bonus. Quindi, per cortesia, con i “prelievi di Stato” andiamoci cauti.


Sandro Bennucci

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