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Studenti del Michelangiolo in piazza D’Azeglio: “Non siamo numeri, siamo il futuro”. Sit-in rumoroso

liceo michelangiolo

FIRENZE – Il Michelangiolo non si arrende. Dopo il presidio sotto Palazzo Vecchio, studenti, ex alunni, genitori e docenti del liceo classico hanno protestato di nuovo contro il rischio di accorpamento, a partire dal prossimo anno, davanti alla sede della scuola, in via della Colonna. Un sit in rumoroso e numeroso, dopo il suono dell’ultima campanella, centinaia i partecipanti e strada chiusa al traffico.

‘Non siamo numeri, siamo il futuro’, ‘La scuola educa, non addestra’, alcuni dei cartelli esposti. Il presidio è poi proseguito nella vicina piazza D’Azeglio, con gli studenti riuniti dietro lo striscione ‘Noi non ci stiamo’. “Una risposta bellissima, perché c’è tutta la comunità educante del Michelangelo, ma non solo. Ci sono tantissimi ex michelangiolini, sia un po’ più ‘vintage’ e ragazzi giovani che sono all’università”, commenta la preside Federica Gambogi che si dichiara “soddisfatta” per le parole della sindaca metropolitana Sara Funaro che ieri ha annunciato l’intenzione di non procedere con gli accorpamenti degli istituti all’interno dell’area fiorentina e di appoggiare le iniziative della Regione contro il governo.

“Speriamo, almeno in una proroga, ovviamente, questo è chiaro – aggiunge la preside del Michelangiolo -. Purtroppo il problema grosso sono le tempistiche, strettissime”. Al presidio presente anche una delegazione della Cgil, con il segretario della Flc di Firenze, Emanuele Rossi.

“Bene le parole di Funaro sugli accorpamenti – dicono dal sindacato . E’ importante che il Comune e la Città metropolitana di Firenze non procedano sulla strada degli accorpamenti scolastici e contestualmente appoggino il ricorso della Regione contro il dimensionamento scolastico voluto da Meloni e Valditara. È necessario quindi che si arrivi al più presto, una volta pienamente avviatasi la funzionalità delle istituzioni regionali, alla sospensione delle decisioni prese nella delibera regionale del 27 ottobre scorso”.

Sono 16 gli istituti a rischio accorpamento in Toscana, in base a criteri legati alla popolazione scolastica: quattro in provincia di Lucca, tre a Massa Carrara e altrettanti a Pistoia, due a Firenze, Grosseto e Siena. La mobilitazione proseguirà lunedì prossimo, 10 novembre, con presidio regionale indetto dalla Cgil davanti alla prefettura.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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