Fiorentina: guai a non vincere in casa Genoa. Vanoli e la squadra devono crederci anche senza Kean. Formazioni

GENOVA – Ho detto e scritto che alla Fiorentina non serviva un allenatore generico, tipo “medico della mutua”, con tutto il rispetto per Paolo Vanoli, ma uno specialista, un profondo conoscitore di calcio, prestigioso e dotato di carisma. Oggi aggiungo qualcosa di più: ci vuole l’esorcista. Perchè se una squadra ultima in classifica, che non ha mai vinto in campionato, con problemi evidenti di autostima, alla vigilia della partita fondamentale della stagione perde il suo pezzo più pregiato, ossia Moise Kean, per infortunio, significa che ha deve scacciare qualche oscuro maleficio.
I tifosi, lo hanno dimostrato anche con lo striscione appeso ieri sera al Franchi, non ne possono più. Onestamente hanno ragione. A Genova saranno molti: ottocento, nonostante la situazione. Ovvio che, dopo l’allenatore, le colpe ricadano sui calciatori. Ma la società non è “innocente”. Presidente lontano e dirigenti non all’altezza? Può essere così, ma le responsabilità ce l’hanno tutte.
A Marassi (oggi, ore 15) la Fiorentina si gioca tanto. Vincere vorrebbe dire agganciare il Parma, protagonista del pareggio in rimonta col Milan (2-2) e lasciare quell’ultimo posto che fa venire il voltastomaco a guardarlo. Viceversa perdere significherebbe restare laggiù, staccatissimi, e con poche possibilità di risalita immediata.
Visto che dopo la sosta arriverà la Juve al Franchi e poi ci sarà da sfidare l’Atalanta. Vanoli n on ha fatto benissimo, un anno fa, con il Torino. Qualcosa di meglio a Venezia, in serie B: giocava con un 4-3-3 che all’occorrenza poteva diventare 4-3-2-1. L’albero di Natale. Adatto ai tempi. La difesa a quattro, vista la situazione, non mi pare una bestemmia. Chissà. Vanoli potrebbe aver passata la notte sveglio a spremersi il cervello di fronte alla domanda: “Sarà meglio barricarsi o prendere l’iniziativa?”. Le lòuci dell’alba potrebbero averlo sorpreso con carta, penna e tanti disegnini.
L’augurio è che abbia trovato il bandolo della matassa. Vanoli deve rinunciare al suo giocatore di punta oltre che agli altri infortunati Lamptey, Gosens e Sabiri. L’attaccante della Nazionale non sarà della sfida in casa del Genoa (anche lì un debutto con De Rossi nuovo tecnico) a causa di un trauma alla tibia sinistra subito nel match di Conference contro il Mainz giovedì scorso. Al posto di Kean ci sarà molto probabilmente Edin Dzeko, che farà coppia in attacco con Gudmundsson, assente in Germania per le vicende giudiziarie che lo riguardano. A centrocampo previsto l’impiego di Mandragora, in una linea mediana completata da Nicolussi Caviglia e Sohm, mentre come esterni si va verso la conferma di Dodo a destra e Fortini a sinistra. In difesa infine davanti a De Gea ci saranno Pongracic, Pablo Mari e Ranieri, col rientro fra i convocati di Viti. La squadra dovrà dare tutto: anche quello che non ha. Il fondo è già stato toccato: in campionato e in Conference. Ecco, ora la Fiorentina può solo risalire. Tocca alla squadra l’onere della ripartenza.
Le probabili formazioni
GENOA (3-5-2): Leali; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Masini, Frendrup, Thorsby, Martin; Colombo, Vitinha Allenatore: Giacomazzi (De Rossi squalificato)
FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Pablo Mari, Ranieri; Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Sohm, Fortini; Dzeko, Gudmundsson. Allenatore: Vanoli
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata
