Scandicci, anziano morto in casa: pm chiede rinvio a giudizio per il figlio, già condannato per decesso della madre

FIRENZE – La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per Giampiero Burattini, l’imprenditore fiorentino di 57 anni, accusato di maltrattamenti ai danni del padre, aggravati da morte e di indebito utilizzo del bancomat e della carta di credito intestate al genitore. Per l’indagato l’udienza preliminare si aprirà il 27 novembre 2025 davanti al gup Anna Liguori.
L’anziano fu trovato morto nella sua abitazione, a Scandicci, il 27 gennaio: l’autopsia confermò che il decesso era compatibile con un’asfissia. Fu Burattini ad annunciare alla compagna, che era all’estero per lavoro, di aver scoperto il padre privo di vita e fu poi la donna a chiamare le forze dell’ordine. Nell’appartamento i carabinieri scoprirono il pensionato privo di vita, adagiato sul proprio letto e diversi lividi sul corpo ma non trovarono il figlio che lo accudiva da settimane. Burattini, secondo l’accusa, dopo aver prelevato denaro con il bancomat e la carta di credito del padre, avrebbe vagato per l’Italia senza meta per due giorni, prima di ritornare a Scandicci dove fu rintracciato dai carabinieri.
Nel dicembre 2024, l’imprenditore era stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione dalla corte di assise di Firenze con l’accusa di omicidio preterintenzionale per aver picchiato la madre di 88 anni, provocandone, senza volerlo, la morte. In quello steso processo, era stato assolto dall’accusa di maltrattamenti ai danni del padre, che sulle prime aveva raccontato ai carabinieri delle vessazioni subite ma poi non aveva firmato la denuncia.
