Consiglio regionale della Toscana: il senese Bezzini capogruppo Pd. “Dispetto” a Fossi. Piccolo risarcimento per Prato

Eugenio Giani ha annunciato oggi, 12 novembre 2025, a margine di una conferenza stampa, che Simone Bezzini, senese, già assessore alla sanità, è stato eletto capogruppo del Pd in Consiglio regionale per la legislatura appena cominciata.
Giani l’ha messa giù bene: affermando che la nomina di Bezzini è una sorta di “risarcimento” per la provincia di Siena che non è rappresentata da nessun assessore in giunta. In realtà nelle stanze dem di Palazzo del Pegaso si parla apertamente di “dispetto” al segretario regionale del Pd, dirigente legatissimo a Elly Schlein, che aveva messo un veto assoluto al rientro di Bezzini in giunta. Soprattutto no deciso alla delega alla sanità.
Si sussurra che Fossi non avrebbe voluto nessun ruolo per Bezzini e che invece c’era l’accordo per dare la guida del Gruppo a Gianni Lorenzetti, già sindaco di Montignoso. Ma quando si è trattato di votare è saltato il barattolo: Bezzini ha prevalso. E non c’era a qual punto la possibilità di tornare indietro.
Non solo: Bezzini capogruppo è anche un segnale, sia al partito che alla coalizione di maggioranza: Significa che il partito di maggioranza relativa, certamente fedele al programma di Giani, non si limiterà ad alzare la mano in Aula. In caso i provvedimenti non graditi ci potranno essere fuochi d’artificio. Anche nei confronti degli alleati del M5S che farebbero fatica a prendere di punta gli esponenti del Pd sventolando l’accordo vergato da Paola Taverne che vede una “Toscana in retroguardia” col no allo sviluppo dell’aeroporto di Peretola e alle nuove infrastrutture e il sì a un “reddito di cittadinanza” che, secondo gli esperti di bilancio, provocherebbe sconquassi ai conti della Toscana.
Giani, sempre dando la notizia in senso positivo, e senza sottolineare le difficoltà interne che scuotono il Pd toscana dopo le elezioni e la formazione della giunta, ha annunciato la presidenza della commissione sanità per Matteo Biffoni, ex sindaco di Prato, primatista di voti con 22mila preferenze. Giani ha esaltato il riconoscimento alla realtà di Prato, quella più colpita, insieme a Siena, dalle scelte per la formazione della giunta. Non è tutto: Giani ha blandito anche l’Empolese Valdelsa, facendo sapere che Brenda Barnini, ex sindaca di Empoli, avrà l presidenza della commissione alle attività economiche e produttive. Che rappresenta un riconoscimento per tutta la vasta area dell’Empolese Valdelsa”.
Ancora Giani: “Mi sembra che con la nomina del capogruppo Pd e le indicazioni per due commissioni importanti come sanità e attività produttive, possano compensare territori non rappresentati in giunta”.
L’ottimismo del presidente della Regione stride con i malumori che covano dentro il “gruppone” dem. Serena Spinelli, con le lacrime agli occhi dopo l’esclusione in extremis dalla Giunta, quando Fossi, sorriso a spaccabocca, ha annunciato la nomina della giovanissima Mia Diop a vicepresidente e a componente del governo, pare non abbia accettato nessun “contentino”. Il problema? Bezzini avrà il suo daffare a tenere uniti gli eletti del Pd. Mentre Giani avrà il suo daffare per trovare l’unanimità, in giunta, con M5S e Avs. Che a Fossi sta molto a cuore: nel nome del Capo largo. Pazienza se ci sarà il rischio di avere una “Toscana stretta”. E bloccata.
