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Diamante “Fiorentino”: può essere richiesto dall’Italia. Come scrisse Firenze Post. L’iniziativa del senatore Marcheschi

Ritratto di Anna Maria Luisa de' Medici da giovane
Anna Maria Luisa de’ Medici: lasciò tutti i beni di famiglia a Firenze

Come scrisse “Firenze Post” quando vennero scoperti i gioielli della casa imperiale d’Austria nel caveau di una banca canadese, fra i quali il diamante “Fiorentino”, appartenuto ai Medici, l’Italia e il Comune di Firenze possono richiedere il gioiello. Perchè – sempre come sostenuto dal nostro giornale – quel diamante faceva parte dei beni lasciati da Anna Maria Luisa de’ Medici a Firenze. Che poi sia stato portato a Vienna dagli Asburgo Lorena non cambia le cose: il gioiello doveva restare a Firenze per lascito testamentario dal valore legale indiscutibile.

Apprendiamo quindi con favore la richiesta fatta dal senatore Paolo Marcheschi all’ufficio di Presidenza della VII Commissione Cultura del Senato. La proposta, si spiega in una nota, sarà discussa martedì 25 novembre 2025 dall’Ufficio di Presidenza della Commissione, che valuterà l’avvio di un percorso istituzionale di approfondimento – attraverso audizioni, acquisizione di documenti e analisi storico-giuridiche – finalizzato alla possibile elaborazione di un atto di indirizzo al Governo.

L’obiettivo è accertare se lo Stato italiano possa vantare un diritto di proprietà sul diamante e, in tal caso, promuovere le azioni necessarie per il rientro in Italia del Florentiner.

“Dalle carte che sono riuscito a recuperare e a leggere insieme a esperti della materia – spiega Marcheschi – emerge un motivo di ottimismo sulla possibilità di rivendicare la titolarità dello Stato italiano. Maria Luisa de Medici, l’Elettrice Palatina, aveva infatti inserito il diamante nel rivoluzionario ‘Patto di Famiglia’, documento che catalogava i beni della casata e li vincolava ‘in eterno’ allo Stato”.

“La finalità era quella di preservare il patrimonio artistico dei Medici per la gloria di Firenze e dell’Italia, evitando che venisse disperso dopo l’estinzione della dinastia. Grazie a lei e all’esplicito vincolo di rimanervi per sempre i più grandi capolavori di famiglia sono oggi agli Uffizi a disposizione dell’umanità e di proprietà dello Stato. Il recente ritrovamento del Florentiner rende dunque necessario – sottolinea Marcheschi – verificare se il diamante debba essere ricondotto al patrimonio artistico dello Stato, e quindi tutelato e valorizzato secondo le modalità individuate dal Ministero della Cultura. Si tratta di un bene dal valore non solo artistico ma anche storico e identitario, simbolo dello splendore della Firenze medicea”. 

L’auspicio è che le autorità italiane, anche avvalendosi del contributo del Comune di Firenze, possano far valere un diritto legale certificato dal testamento dell’ultima Medici. Facendo tornare il a “casa” il diamante.


Sandro Bennucci

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