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Affitti brevi: Consiglio di Stato dice sì all’obbligo di riconoscimento “de visu” degli ospiti. Funaro: “Giusto il divieto delle key box”

Protesta contro overtourism a Firenze (Foto dai social)

ROMA –  Il Consiglio di Stato, accogliendo le istanze del Ministero dell’Interno e di Federalberghi, ha annullato definitivamente la sentenza del TAR Lazio del 27 maggio scorso che aveva sospeso l’efficacia della circolare del Viminale sul riconoscimento de visu degli alloggiati.

La decisione del massimo organo di giustizia amministrativa ribadisce dunque che i gestori di tutte le strutture ricettive, incluse le unità immobiliari destinate alle locazioni brevi, oltre a ricevere il documento d’identità dell’ospite e a trasmetterlo all’autorità di pubblica sicurezza, devono effettuare il riconoscimento delle persone alloggiate verificando di persona la corrispondenza tra il titolare del documento e l’effettivo ospite della struttura.

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ricorda che “questa procedura contribuisce a elevare in maniera significativa i livelli di sicurezza, a vantaggio sia degli ospiti delle strutture ricettive sia della cittadinanza, a partire dalle persone che subiscono i disagi derivanti dall’abitare nei palazzi in cui si registra un continuo viavai di persone sconosciute, dirette agli appartamenti affittati ai turisti”.

“Il riconoscimento de visu degli alloggiati – prosegue Bocca – comporta un impegno che gli albergatori (cosi’ come i gestori di residence, bed and breakfast, affittacamere e campeggi) assolvono da sempre con grande senso civico, consapevoli delle ricadute positive di cui beneficia tutta la comunita’, come dimostrano i recenti casi in cui sono stati individuati e catturati pericolosi malviventi”.

Federalberghi è intervenuta nel giudizio a seguito di un decreto del Presidente del Consiglio di Stato che ha sollevato, d’ufficio, un’eccezione di possibile inammissibilità del ricorso primo sul quale si è espresso il TAR, in quanto il contraddittorio instaurato nel giudizio di primo grado si profilava prima facie non integro senza il coinvolgimento di un ente associativo rappresentativo del settore della ricettività alberghiera.

FUNARO – “Questa sentenza ribadisce che avevamo ragione, e che con il regolamento che ha stabilito il divieto delle keybox siamo sulla strada giusta”. È quanto affermano la sindaca di Firenze Sara Funaro a proposito della sentenza del Consiglio di Stato che conferma il no al self check-in per gli affitti brevi.

“Avevamo posto come primo tema quello della sicurezza, oltre al decoro – aggiunge in una nota Funaro -. Questa è la vera priorità, come chiediamo sicurezza per le strade della nostra città così la chiediamo anche nei condomini dove vivono i nostri cittadini. Questa sentenza conferma che il nostro lavoro va nella giusta direzione, è una battaglia importante partita dalla nostra città che portiamo avanti con decisione”.

Secondo l’assessore al turismo Jacopo Vicini, tale sentenza “rafforza il nostro regolamento di polizia urbana che prevede il divieto di keybox in tutta la città”.

PROPERTY MANAGERS – “Sembrerebbe che la decisione del Consiglio di Stato non implichi il divieto totale del self check-in, ma solo di alcune modalità. Ci riserviamo di studiare bene il testo, ma i ‘festeggiamenti’ di Federalberghi e anche del ministro Piantedosi ci sembrano comunque fuori luogo. Il tema di fondo è e resta dare regole chiare, uniformi e uguali per tutti gli operatori del settore turismo, così invece si rischia il caos delle interpretazioni”.

A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, commentando l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato del ricorso del Ministero dell’Interno e di Federalberghi, che ripristina l’obbligo di riconoscimento in presenza per i turisti ospitati negli affitti brevi.

“Da una prima lettura della decisione del Consiglio di Stato – spiega Fagnoni – ciò che sembra emergere è che la verifica potrà essere effettuata tramite dispositivi tecnologici come videocamere, sistemi live di videocollegamento, Qr code che sbloccano l’accesso solo dopo la conferma dell’identità o tramite sistemi biometrici. Ciò che non sarebbe consentito è la raccolta dei documenti senza alcun controllo visivo”.

“In attesa di capire meglio tutte le implicazioni normative, il rischio che vediamo concreto a partire da domani è il caos nell’applicazione della vecchia circolare del Viminale. Ad esempio – si chiede il presidente di Property Managers Italia – il riconoscimento si potrà fare tramite una telefonata via social network? E ancora: l’eventuale divieto totale riguarderà tutti, anche i tanti hotel che usano da tempo sistemi di self check-in nell’assordante e forse imbarazzato silenzio di Federalberghi?”.



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