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Sciopero 28 novembre: a rischio bus in Toscana e tramvia Firenze

(foto Autolinee Toscane)

FIRENZE – Sarà un venerdì nero il 28 novembre 2025 per il trasporto pubblico anche in Toscana. È stato infatti proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore che coinvolge tutti i settori pubblici e privati, con ripercussioni attese su bus e e tramvia Firenze.

BUS – Autolinee Toscane informa che i bus potrebbero subire ritardi o cancellazioni di corse nel servizio urbano ed extraurbano a causa dello sciopero indetto da Cub – Confederazione Unitaria di Base e da Usb – Unione Sindacale di Base Lavoro Privato, al quale hanno aderito Cub Trasporti, Cobas del Lavoro Privato e Usb Lavoro Privato. Il servizio sarà garantito alcune fasce orarie dalle 4:15 alle 8:14 e dalle 12:30 alle 14:29.

TRAMVIA FIRENZE – Ritardi e cancellazioni possibili anche per la Tramvia di Firenze. Gest comunica che il servizio sarà garantito dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 17.00 alle 20.00. Lo sciopero coinvolge operai e impiegati per l’intero turno di lavoro La regolarità del servizio dei tram fuori dalle fasce di garanzia dipenderà dalle adesioni allo sciopero

I MOTIVI DELLO SCIOPERO – Tra i motivi dello sciopero, come si legge in una nota diffusa da Autolinee Toscane, c’è la “politica estera e pace con il riconoscimento dello Stato di Palestina, diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, condanna di ogni forma di genocidio, ritiro delle forze militari dai territori, fine del blocco su Gaza e libera circolazione di persone e merci”. E ancora “stop alle spese militari e all’invio di armi; investimenti prioritari in istruzione, sanità pubblica, trasporti, welfare e salario garantito, incluso il Reddito di cittadinanza”. 

Per quanto riguarda i salari e lavoro “salario minimo di almeno 12 euro all’ora, base minima di 2.000 €, con adeguamento automatico all’inflazione, lavoro stabile e sicuro, riduzione dell’orario a parità di salario e contrasto a ogni forma di precarietà”. Aumento delle “pensioni minime a livelli dignitosi, revisione del sistema previdenziale e ritorno a 62 anni per l’età pensionabile, rafforzamento del ruolo pubblico nella programmazione industriale (nuova IRI) e nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione”. Inoltre “sanità universale, scuola e università pubbliche e gratuite, libere da logiche belliche”.

Sul diritto all’abitare un “piano di edilizia residenziale pubblica e riuso del patrimonio pubblico inutilizzato. Una politica energetica sostenibile basata su fonti rinnovabili, senza nucleare né rigassificatori e un nuovo modello di rappresentanza dal basso, rafforzamento della contrattazione e tutela del diritto di sciopero, abolizione della legge 146/90 e del sistema di appalti/subappalti che aumentano precarietà e riducono la sicurezza sul lavoro”.





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