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Prato, omicidio ai giardini: assolto il 17enne finito in carcere con l’accusa di aver ucciso Vladimr Lleshi

PRATO – Il tribunale dei minori ha assolto il minorenne finito in carcere sei mesi fa con l’accusa di aver ucciso Vladimr Lleshi, albanese di 37 anni, l’8 maggio 2025 in un giardino pubblico di Prato. E’ quanto stabilito nel processo in rito abbreviato. Il pm aveva chiesto una condanna a 12 anni.

Il ragazzo, 17enne, che era accusato di omicidio, rissa aggravata e porto abusivo di armi, è stato assolto dall’accusa più grave e condannato a due anni di reclusione (pena sospesa) per le altre due dal collegio del tribunale di minori. A incastrare il giovane, in un primo momento, furono le dichiarazioni del nipote di Lleshi, che la sera della tragedia era con lui. Il giovane fu messo in carcere. In realtà, dalla perizia, disposta dalla procura, sul cacciavite che fu ritrovato ai giardini, si legge ancora, non sono emersi elementi utili che conducessero all’indagato. Sulla presunta arma del delitto non sono state trovate né tracce di sangue né tanto meno le impronte digitali del ragazzo. Non solo. Come ha sostenuto la difesa, il nipote della vittima che aveva indicato il minore come l’autore dell’omicidio, ha cambiato più versioni nel giro di pochi giorni. Alla polizia in ospedale, quando lo zio non era ancora morto, aveva detto di non sapere chi lo aveva colpito, poi aveva indicato un altro ragazzo e infine l’imputato. Per la procura il testimone era credibile ma poi la perizia sull’arma non ha dato l’esito indicato.

Il 17enne è stato assolto per l’omicidio e condannato a due anni (pena sospesa) per rissa e porto abusivo dell’arma in quanto aveva detto di aver portato lui il cacciavite ma di non averlo usato. In realtà, sul cacciavite non sono state trovate le sue impronte tanto che la difesa si è riservata di fare Appello. Il minorenne è stato scarcerato. Restano indagati dalla procura di Prato gli altri giovani, tutti maggiorenni: uno che si trovava con l’imputato e gli altri due con la vittima, fra cui il nipote. Secondo quanto ricostruito dalle indagini della squadra mobile, i due gruppi si erano dati appuntamento ai giardini per ‘sistemare’ una vecchia ruggine, probabilmente legata a una ragazza.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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