Qualità della vita: Trento e Bolzano in testa. Siena prima in Toscana. Firenze stabile (36° posto) ma seconda per numero di reati

La provincia di Trento torna in testa, medaglia d’oro per la qualità della vita, seguita sul podio da Bolzano e Udine. È il bilancio annuale dell’indagine del Sole 24 Ore che fotografa il benessere nei territori. Nella top 10, tra le 107 province analizzate, trionfa il Nord con Milano all’ottavo posto. Roma continua la sua scalata in classifica, balzando di 13 posizioni e guidando la rimonta delle grandi città metropolitane.
Il Sud rimane invece fanalino di coda, con Reggio Calabria che si conferma ultima. Trento si configura quindi come la testa di serie dell’arco alpino, scalzando la vincitrice del 2023, cioè Udine (ora terza) e la pluripremiata Bolzano. Il territorio altoatesino viene spinto in seconda posizione dalle performance in ”Affari e lavoro” e dai primati in alcuni importanti indicatori tra cui il quoziente di natalità (i nuovi nati ogni 1000 abitanti sono 8,4 contro i 6 della media nazionale). Udine, invece, è nella top 10 della classifica che misura la qualità di ”Ambiente e servizi”, terza per densità di impianti fotovoltaici.
Le prime 10 province sono dunque tutte settentrionali premiando le piccole: Bergamo (vincitrice nel 2024, ora al 5° posto), Treviso, Padova (che ritorna tra le teste di serie dopo 30 anni di assenza: era nona nel 1994) e Parma. All’apice della classifica generale tornano anche le grandi aree metropolitane come Bologna e Milano, rispettivamente al 4° e all’8° posto, in testa per ”Demografia, società e salute”, la prima e per ”Ricchezza e consumi” e ”Affari e lavoro” la seconda.
Nel complesso, le città metropolitane registrano un miglioramento rispetto all’edizione 2024: Roma guida la risalita e si piazza 46esima, mentre Genova sale di 11 gradini arrivando al 43esimo posto. In miglioramento anche Bologna che sale di 5 posizioni sul 2024, e Milano che cresce di 4 (Torino sale di una posizione e diventa 57esima) .
Bene anche Cagliari, prima area metropolitana del Mezzogiorno che sale di cinque posizioni e si piazza 39esima, seguita da Bari (67esima, ma in calo di due posizioni), Messina (91esima), Catania (96esima, in calo però di 13 posizioni), Palermo (97esima)e Napoli (104esima) e Reggio Calabria, ultima per il secondo anno di fila.
FIRENZE E TOSCANA – Siena, prima tra le toscane, perde sei posizioni ed è ora al 21mo posto nazionale, ma è prima in Italia per la qualità della vita delle donne, Pisa è 29ma con un miglioramento di 5 gradini, mentre Firenze è stabile al 36mo posto generale ma è seconda in Italia per numero di reati ogni 100mila abitanti (+7,4%).
Nella graduatoria delle province italiane, tra le altre toscane segue Prato in 38ma posizione, che retrocede di sette gradini, seguita da Arezzo al 44mo posto che perde tre posizioni. Balzo in avanti invece per Livorno, ora 49ma con un miglioramento di 13 posizioni, e per Lucca, 58ma con +10. Grosseto è al 59mo posto nella classifica perdendo tre posizioni, Massa Carrara si attesta a quota 64 scalando sei posizioni, mentre Pistoia è 66ma retrocedendo di 5 gradini. L’indagine fotografa il benessere nelle province italiane con 90 indicatori divisi in sei categorie: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.
FUNARO – La classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita dice che per Firenze “è buono il dato della cultura, così come quelli su servizi all’infanzia e servizi educativi. Si conferma il dato positivo sul lavoro. Sulla sicurezza invece Firenze nella classifica è messa male ma fino a che Firenze continuerà a essere trattata come una città da 370.000 abitanti e non” come una realtà che ha circa “un milione di city users tutti i giorni, e” finché “non avremo le forze adeguate per presidiare il territorio, avremo sempre difficoltà ad affrontare questo tema. La richiesta che faccio nuovamente è dare risposte alla nostra città”.
Lo ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Vecchio. “Noi la nostra parte la stiamo facendo e continueremo a farla, ma se non arrivano queste risposte siamo in difficoltà – ha aggiunto -. Trovo singolare che ci siano consiglieri, parlamentari e senatori di Fdi che nell’area di Campo di Marte vadano a fare la raccolta firme per la sicurezza quando sono stati i primi a non rispondere alla nostra richiesta di venire a Roma a chiedere più agenti”.
