Pd toscano: niente “rivolta” dei territori. La Direzione si aggiorna. Le parole di Giani e Fossi

FIRENZE – E’ stata aggiornata a data da destinarsi, la Direzione del Pd toscano. La rivolta delle federazioni provinciali contro le scelte della giunta regionale, fatte dal governatore, Eugenio Giani, alla fine non c’è stata. Ufficialmente la seduta è stata aggiornata perchè gli interventi erano troppi e non c’era tempo per ascoltarli tutti.
Eugenio Giani e il segretario regionale, Emiliano Fossi, hanno così sintetizzato: “La direzione regionale del Partito democratico si è svolta in un clima sereno e costruttivo, confermando l’unità del partito e l’avvio della ‘fase 2’, orientata ai territori e alla definizione di nuovi contenuti programmatici. L’obiettivo immediato è prepararci alle amministrative del 2026 forti del risultato regionale, con la volontà di vincere nelle città dove siamo tornati ad essere primo partito come accaduto a Pisa, Pistoia e Massa”.
E in una nota, Giani e Fossi hanno aggiunto: “La coalizione di centrosinistra in Toscana ha raggiunto il 54%, con un Pd al 35% e un miglioramento di 6 punti rispetto a cinque anni fa: un modello di alleanza ampia che il partito intende proporre anche a livello nazionale in vista delle politiche del 2027. Il confronto interno fa parte della natura democratica del Pd. La Toscana, forte dei risultati ottenuti, punta ora a pesare di più nel dibattito nazionale del centrosinistra”.
Per Fossi, “come abbiamo ribadito e sostenuto un po’ da tutti, anche da coloro che hanno voluto fare sottolineature critiche, è che la fase 2 che ho lanciato qualche giorno fa è da riempire di contenuti, di lavoro, di attenzione ai territori. E di continuare anche il lavoro innovativo che abbiamo fatto su tanti temi, dal fine vita, alla legge sul turismo”, con lo sguardo verso “la scadenza delle prossime amministrative”.
“Io sono un uomo di partito e a disposizione del partito – ha detto ancora rispondendo ai cronisti -, è sempre stato così, ormai è qualche decennio. Non mi sento in discussione perché la nostra comunità è unita, che ha logicamente le sue sfumature e anche elementi di criticità, ma che è abituata a confrontarsi”.
