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Fiorentina: ultima chiamata. Nella società serve una svolta. E la squadra sappia che si gioca il futuro

Fiorentina davanti all’ultima chiamata (foto ACF FIORENTINA)

Sorvolo sulla partita di Conference con la Dinamo Kiev, che interessa il giusto in questo momento. Nel quale si guarda soprattutto a quella di domenica contro il Verona. Secondo me l’ultima chiamata. Poi ci sarebbe la serie B. Mi accorgo che Firenze è annichilita. La Fiorentina ultima in classifica, a sette punti dalla quart’ultima, non si era mai vista.

E’ difficile capire che cosa sia successo alla squadra, soprattutto dopo un mercato da 90 milioni e la conferma di un grande portiere come Davide De Gea e del vice capocannoniere del campionato scorso, vale a dire Moise Kean. Ma proprio De Gea e Kean sono precipitati nel livello di rendimento. Il primo incassa gol inguardabili e il secondo naviga spesso nelle praterie del fuorigioco. Stefano Pioli, buon tecnico e comunque profondo conoscitore di calcio, non è riuscito a rimettere la squadra in carreggiata dopo un avvio di stagione terrificante.

Ma nemmeno l’arrivo di Paolo Vanoli ha coinciso con l’atteso cambio di passo. Personalmente avrei preferito un allenatore di altro prestigio e carisma: per esempio Roberto Mancini che avrebbe potuto aiutare anche la società, oltre che la squadra, in un momento di grave difficoltà. Il presidente, Rocco Commisso, non viene a Firenze da un anno. Si sussurra che le sue condizioni di salute non gli permettano di venire al capezzale della squadra.

Dopo le dimissioni di Daniele Pradè, direttore sportivo contestato dai tifosi, ma con un robusto passato professionale, al Viola Park sono rimasti in due: il direttore generale, Alessandro Ferrari, arrivato alla Fiorentina come uomo della comunicazione, e il neo direttore sportivo, Roberto Goretti, che non ha mai avuto a che fare prima con uno spogliatoio di serie A. 

Per questo credo che alla Fiorentina serva un nuovo dirigente con l’esperienza giusta per affrontare una situazione d’emergenza mai vissuta. Anche in vista del mercato di gennaio, al quale si aggrappano le speranze dei tifosi, ma soprattutto per ridare all’ambiente una serenità perduta. Chi? Giovanni Galli, in un’intervista al “Corriere della Sera” parlava di un uomo forte, alla Galliani. Penso invece che sia utile una persona profondamente legata a Firenze, ossia Giancarlo Antognoni. L'”unico dieci” e il “capitano viola per sempre”. La sua conoscenza del calcio va ben oltre il titolo mondiale dell’82 e le innumerevoli stagioni (con tanto di scudetto mancato nella stagione 1981-82) nella Fiorentina. Il problema? Non è scontato che il presidente Rocco Commisso voglia richiamarlo. Tuttavia, credo che la classifica di Serie A, anche vista dal New Jersey, sia quella quella che drammaticamente, leggiamo a Firenze.

Occorrono scelte decisive. E i giocatori, ingiustamente aggrediti con le famiglie con minacce e insulti via social, devono reagire. Sappiano che in queste condizioni si giocano il futuro. Tutti: anche De Gea, Kean, Gudmundsson. Devono essere consapevoli che quella contro il Verona, domenica prossima sarà davvero “l’ultima chiamata”: per evitare l’inimmaginabile retrocessione.  


Sandro Bennucci

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