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Prato, cinese sequestrato: arrestati presunti carcerieri

Yixian Yang (foto diffusa dalla Procura di Prato)

PRATO – I carabinieri hanno arrestato a Prato due uomini di nazionalita’ cinese con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione al termine di una complessa indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze. I due sono ritenuti i presunti carcerieri di Yang Yixiang, il cittadino cinese di 46 anni, residente a Empoli, sequestrato per cinque giorni e liberato il 5 dicembre 2025 nel centro di Prato.

L’operazione rappresenta un punto di svolta in una vicenda che aveva destato forte allarme, soprattutto all’interno della comunita’ cinese, e che fin dall’inizio era apparsa connotata da modalita’ tipiche della criminalita’ organizzata. Il sequestro era scattato all’alba di domenica 30 novembre, quando Yang Yixiang era stato avvicinato all’uscita di un bar a Prato da due perdsone che si erano qualificate come appartenenti alle forze dell’ordine. Convinto a salire su un’auto con il pretesto di un controllo, del 46enne cinese si erano poi perse le tracce. Dopo cinque giorni di prigionia, l’uomo era stato rilasciato nella serata di venerdi’ 5 dicembre e ritrovato in stato confusionale. Nelle ore successive era stato ascoltato a lungo dai carabinieri per ricostruire quanto accaduto, mentre la Procura di Prato aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di estorsione, reato perseguibile d’ufficio, nonostante il successivo ritiro della denuncia da parte dei familiari.

Le indagini, passate sotto il coordinamento della Dda fiorentina, diretta dalla procuratrice Rosa Volpe, hanno consentito di risalire ai presunti responsabili della custodia dell’ostaggio. Decisivo, secondo quanto riferito dalla procuratrice Volpe in un comunicato, l’esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nel luogo del rilascio, che ha permesso di ricostruire i movimenti dei sequestratori, il percorso seguito dopo la liberazione della vittima e di individuare un immobile ritenuto la base logistica del sequestro.Nella mattinata del 13 dicembre i carabinieri hanno fatto irruzione nello stabile dove era stato nascosto l’ostaggio, eseguendo un decreto di perquisizione emesso dalla Direzione distrettuale antimafia. All’interno e’ stata scoperta una cantina utilizzata come luogo di prigionia: nel sottoscala era stato predisposto un giaciglio per la detenzione dell’ostaggio, confermando la ricostruzione accusatoria della fase di custodia.

Durante l’operazione sono state identificate piu’ persone di origine cinese, tra cui le due persone arrestate. Uno di loro ha tentato la fuga, ma e’ stato immediatamente bloccato. La perquisizione ha inoltre portato al sequestro di numerosi elementi ritenuti rilevanti ai fini delle indagini: un taser, mazze, coltelli, gli abiti indossati dai rapitori al momento del rilascio di Yang Yixiang e documenti falsi validi per l’espatrio, circostanza che ha rafforzato il quadro indiziario e il pericolo di fuga. I due indagati, interrogati dal pubblico ministero, si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere. Alla luce dei gravi indizi raccolti e del rischio concreto che potessero sottrarsi alle indagini fuggendo dall’Italia, la Dda ha disposto il fermo, eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Prato, con il trasferimento dei due nel carcere cittadino.

Nella giornata di ieri, 16 dicembre, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha convalidato il fermo e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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