Carcere di Sollicciano: detenuti al gelo, 2 gradi in alcune celle

FIRENZE – Emergenza freddo nel carcere di Sollicciano a Firenze. In alcune celle la temperatura arriva a due gradi. Il riscaldamento, non sempre funzionante, e l’umidità estrema dovuta alle infiltrazioni, spingono le temperature nelle sezioni detentive ai limiti del sopportabile.
“Dentro alcune aree del carcere le temperature sono freddissime, nell’ultima notte si è arrivati addirittura a due gradi, o comunque poco sopra lo zero, la percezione è questa”, hanno raccontato alcuni agenti penitenziari dopo aver passato una durissima notte tra martedì e mercoledì. “Purtroppo — specifica il segretario provinciale della Uil Pa polizia penitenziaria Antonio Mautone — non si tratta soltanto di una percezione. Nell’ultima notte la temperatura si è avvicinata agli zero gradi. Lo stato di salute di lavoratori e detenuti è seriamente compromesso dalle temperature rigide che Sollicciano raggiunge durante la stagione invernale”. “A Sollicciano non si vive e non si lavora in condizioni normali. Gli agenti penitenziari si muovono coperti da giubbotti e sciarpe, allo stesso modo i reclusi dormono spesso vestiti e con tante coperte addosso”.
Secondo il garante regionale per i detenuti Giuseppe Fanfani: “La struttura di Sollicciano è inaccettabile, d’estate è caldissima e d’inverno freddissima, ci piove dentro, i costi della manutenzione sono diventati col tempo irrazionali, in questo modo è diventato difficile erogare i servizi minimi ai detenuti. Come ho detto più volte, l’edificio andrebbe abbattuto e ricostruito”. Sulla situazione del penitenziario fiorentino è intervenuto il deputato dem Federico Gianassi secondo cui: “L’emergenza freddo nel carcere di Sollicciano è ormai fuori controllo”. “A quasi un anno di distanza dalle promesse annunciate per la riqualificazione e la messa in sicurezza del carcere fiorentino, nulla è stato fatto – ha continuato Gianassi -. Gli impegni assunti dal Governo sono rimasti lettera morta, mentre la situazione è ulteriormente peggiorata. Per questo presento una nuova interrogazione, affinché il governo e il ministero della Giustizia chiariscano immediatamente quali interventi vogliono realmente mettere campo e, soprattutto, perché non si sia ancora intervenuti per garantire condizioni di vita dignitose all’interno dell’istituto”.
