Fiorentina: è morto Rocco Commisso. L’annuncio della società nella notte. La malattia e la passione viola. Incognita sul futuro

FIRENZE – Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, è morto. Nato in Calabria, aveva 76 anni. Emigrato negli Stati Uniti, con la famiglia, a 12 anni, era riuscito a costruire un impero nelle telecomunicazioni. L’annuncio della morte in un addolorato comunicato della società, alle 3,15 di oggi, 17 gennaio 2026. Attraverso queste parole: “Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso”.
“Dopo un prolungato periodo di cure – prosegue la nota diffusa dall’ufficio stampa della Fiorentina – il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa. Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso”.
Quindi il passaggio sulla Fiorentina: “Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze.
Ha voluto essere vicino alla squadra anche da lontano e già malato nel momento buio della squadra: “Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini”.
“Il Rocco B. Commisso Viola Park – prosegue il comunicato – ossia la casa della Fiorentina, vivrà per sempre portando il suo nome. Un segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani. Proprio i ‘suoi’ ragazzi che sono cresciuti nel vivaio, conquistando trofei giovanili e proseguendo il proprio percorso nelle prime squadre maschili e femminili della Fiorentina. Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia”.
Infine il saluto, commosso dei suoi: “La famiglia Commisso desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui”.
“Un pensiero grande – conclude la nota – in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre”.
L’ARRIVO – Questo il comunicato, al quale non possiamo che associarsi esprimendo il più accorato sentimento di cordoglio per una persona che comunque ha espresso passione per la Fiorentina e, a suo modo, anche per Firenze. Rocco Commisso era sbarcato a Firenze nel 2019, comprando la Fiorentina da Diego e Andrea Della Valle, al culmine di una contestazione che aveva preso di mira anche i negozi della loro famiglia, in via Tornabuoni.
JOE BARONE – Con Commisso, che doveva forzatamente restare negli Stati Uniti per seguire Mediacom e tutte le sue attività, arrivò il suo principale collaboratore: Joe Barone. La cui scomparsa, sicuramente provocò il primo, grande dolore a Commisso. Era il 17 marzo 2024. Barone, direttore generale viola, ebbe un malore in albergo prima Atalanta-Fiorentina. Morì due giorni dopo all’ospedale San Raffaele di Milano. Aveva 58 anni. Resta negli occhi l’immagine di Commisso con la moglie che, al Viola Park si stringe al feretro non di un collaboratore ma come se fosse stato un fratello.
STADIO – La vicenda dello stadio è stata, per Commisso, un’altra ferita. Le incomprensioni con il Comune di Firenze e, più in generale, con la politica nostrana hanno provocato un distacco. Lui, voglioso di far presto, di fronte a regole e veti (anche poco comprensibili come quello della soprintendenza). Ora restano problemi pratici e punti interrogativi. La famiglia fino a che punto sarà intenzionata ad andare avanti? Arriveranno compratori? E quali?
GIORNALISTI – Difficile aggiungere molte considerazioni, così a caldo. Per esempio non mancano le domande sul futuro anche della società. Personalmente ricordo ora con simpatia la “litigata” in diretta del maggio 2021. Lui attaccava i giornalisti, io, anche come presidente Assostampa, li difendevo. Mi ero ripromesso di tornarci sopra chiudendo la vicenda, magari con un bicchiere in mano. Ora, senza infingimenti, mi dichiaro sinceramente addolorato. Ciao Presidente, mancherai davvero a tutti.
