Fiorentina, Vanoli: “Troppa paura nel finale, ma abbiamo vinto per Commisso”. Messaggio alla squadra di Catherine e Giuseppe

BOLOGNA – “Abbiamo perso non solo un presidente, ma anche un grande uomo. Siamo vicini al dolore della famiglia. Quello che oggi potevamo fare era portare in campo i valori che lui ci ha lasciato”. Lo ha dichiarato Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, dopo la vittoria per 2-1 ottenuta a Bologna.
Aggiungendo: “Questa partita è stata importante per regalare una gioia alla famiglia Commisso, a cui faccio le mie condoglianze. Io non l’ho mai conosciuto di persona, ma, quelle volte che l’ho sentito al telefono, mi ha trasmesso tutta una serie di valori”.
Sulla partita, invece, Vanoli ha aggiunto: “I risultati recenti nascono dalle buone prestazioni che abbiamo fatto. Il primo tempo è stato ottimo, mentre nella ripresa è subentrata un po’ di paura di portare a casa i tre punti. Abbiamo superato un altro esame: ora ci aspetta un’altra finale contro il Cagliari”.
CATHERINE – A fine partita Catherine e Giuseppe Commisso hanno chiamato il Direttore Generale Ferrari per fare i complimenti al Mister e a tutta la squadra per come hanno giocato e per come hanno lottato dall’inizio alla fine. “Rocco sarebbe stato davvero orgoglioso di questo successo. Grazie di cuore”.
Negli spogliatoi il Mister e i giocatori hanno intonato “Rocco, Rocco, Rocco” ed è seguito un lungo applauso.
PARISI – Per Fabiano Parisi, fa sapere la Fiorentina, si è trattato di “un risentimento ai flessori della coscia sinistra”.
ITALIANO – “Nella ripresa c’e’ stata una reazione, ma il primo tempo e’ stato troppo negativo. Confermando otto giocatori su undici rispetto a Verona, pensavo di ottenere lo stesso furore per indirizzare l’inerzia della partita. Abbiamo buttato 45 minuti”. Queste le parole di Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, dopo la sconfitta per 2-1 contro la Fiorentina.
“A inizio secondo tempo ho fatto quattro cambi e abbiamo iniziato a giocare da Bologna. La Fiorentina è stata brava ad approfittare della nostra non presenza. Non possono esistere discorsi di forma fisica e mentale. Nel primo tempo facevamo fatica a sporcare il loro giropalla e ad arrivare su Ndour”
