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Festival di Sanremo 2026: edizione nel segno di Pippo Baudo. Due serate speciali a marzo

Carlo Conti (foto dalla pagine Instagram del Festival di Sanremo)

SANREMO – Carlo Conti ha presentato oggi, 26 gennaio 2026, la nuova edizione del Festival di Sanremo in occasione del pre-ascolto riservato alla stampa delle canzoni dei 30 Big. Un Festival nel segno della varietà musicale, con brani in cui dominano i sentimenti e amore, spesso associati alla solitudine e alla difficoltà nell’interfacciarsi con un mondo in cambiamento in cui vengono a mancare i riferimenti emotivi.

Una selezione “difficile” come sempre, ha ribadito il direttore artistico, “sento la responsabilità della scelta perché è la cosa più importante del Festival”. Rispetto all’anno scorso, ha spiegato, “c’è più varietà musicale”. E in effetti si passa dal rap al rock, dalla musica leggera al country sino ai toni più canonici del classico pezzo ‘sanremese’. “Nei testi ci sono i sentimenti più che l’amore, si parla tanto di rapporti personali ma ci sono anche brani, come quello di Ermal Meta, che parlano di attualità e di guerra”. Dubbi sulla selezione per il 2026 sono stati avanzati, specie sui social, ma Conti ha assicurato – con una battuta – di essere “a-social”, poi facendosi più serio: “Non sono d’accordo con l’uno vale uno. Non può essere che il parere di una persona qualunque sia pari a quello di un luminare in qualsiasi settore”. Il Festival arriva dopo un anno di morti celebri in tema Sanremo: da Ornella Vanoni a Beppe Vessicchio sino a Tony Dallara.

“Ci saranno ricordi” ha svelato Conti “per alcuni basterà una citazione per far scattare un grande applauso. In altri casi faremo qualcosa in più, per ricordarli sia musicalmente che in video”. Ma il protagonista parallelo sarà senz’altro Pippo Baudo, uno che – ha osservato Conti – “ci ha insegnato a fare il Festival per come lo facciamo oggi. Non ci sarà qualcosa di specifico ma mi piacerebbe che qualche ospite che ha lanciato venisse ‘presentato’ proprio da lui. Per me sarà un’edizione interamente dedicata a Baudo”. E in questo senso tornerà lo storico jingle ‘Perché Sanremo è Sanremo’ anche se non sarà l’intro delle puntate ma arriverà “in un certo momento”. E ancora: “Un mese dopo il Festival, Pippo Baudo faceva ‘Sanremo top’, programma dedicato all’andamento dei brani in gara nelle classifiche, nel suo ricordo faremo due puntate speciali sabato 7 e 14 marzo”, ha annunciato Conti.

Capitolo ospiti: “Siamo ancora in alto mare o forse no ma lo diremo più avanti – ha detto sibillino – posso dire che punto a chiudere il quadro delle cover entro la settimana per annunciarlo, credo, come sempre al Tg1 delle 20.30”. E poi i possibili elementi di polemica, come la citazione di brand in alcuni brani. Sarà chiesto un ritocco agli artisti interessati? “Il direttore artistico non mette bocca su questo – ha sottolineato Conti -sarà Rai in seguito a decidere se intervenire e le eventuali modifiche saranno fatte dal singolo cantante”. Il Festival arriva in una fase complessa sul fronte delle tensioni geopolitiche : “Come mi preparo per eventuali annunci in diretta? Con l’esperienza, saremo pronti a intervenire. Non dimenticate che ho interrotto ‘Tale e quale’ quando c’era la sensazione di un possibile accordo di pace in Medioriente. Spero di interrompere sempre per motivi di pace”. E poi i temi sociali: “mi piacerebbe parlare di dipendenze, che non è solo la droga ma anche il telefonino che sta diventando un problema per le nuove generazioni”, ha elencato.

Per l’ad Rai, Giampaolo Rossi, Conti ha fatto un lavoro “straordinario lo scorso anno, battendo ogni record”. “Credo che anche la ricerca fatta quest’anno ci darà un festival di qualità”, ha aggiunto durante un evento a Roma sulle nuove sfide del servizio pubblico. Quanto alla permanenza del Festival a Sanremo, dopo la gara vinta dalla Rai, Rossi ha parlato di “grande sforzo produttivo” per l’azienda “abbiamo firmato una convenzione col comune per quale il Festival, per qualche anno, resterà a Sanremo ed è giusto che sia così”. Una possibile controprogrammazione forte Mediaset, poi, non genera timori nei vertici Rai. “Già in passato c’è stata una controprogrammazione”, ha notato Rossi, “con risultati non soddisfacenti per loro”.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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