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Australian Open: Sinner battuto da Djokovic in 5 set. Nole sfida Alcaraz in finale

L’abbraccio tra Sinner e Djokovic dopo 4 ore di gioco e 5 set (foto FB Federazione Italiana Tennis e Padel)

MELBOURNE – Dopo due anni di trionfo a Melbourne, Jannik Sinner esce dall’Australian Open in semifinale. Il tennista altoatesino si è arreso a Novak Djokovic al termine di un match lungo quattro ore e 5 set (3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4).

Un eterno Nole, che a 38 anni batte al quinto set il numero due al mondo e il tempo che passa (ma non per lui) in una semifinale spettacolare. Sinner è partito meglio, il serbo è cresciuto alla distanza e nel set decisivo è stato più lucido e letale nei punti decisivi. Pesano, e non poco, le otto palle-break non sfruttate dall’azzurro al quinto, al cospetto di un avversario bravo a restare dentro alla partita nonostante i 26 ace del rivale (record personale) e a capitalizzare al meglio lo spiraglio concesso da Jannik nel settimo game, quello del break poi decisivo per il trionfo di Nole dopo quattro ore e dieci di lotta (3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4 il punteggio).

“Spero di poter prendere questa partita come una lezione per vedere cosa posso migliorare – ha ammesso Sinner nel post partita senza nascondere la grande amarezza – Questa sconfitta fa male, molto. Ho avuto le mie occasioni, molte palle break anche nel quinto set che non sono riuscito a sfruttare. Lui lì ha tirato alcuni grandi colpi ma il tennis è così. È stata un po’ una montagna russa, ed è andata come è andata. Ha vinto 24 Slam, so come gioca e non sono mai sorpreso dalle sue prestazioni”. Dopo cinque ko consecutivi nei confronti diretti contro l’azzurro sarà così il 38enne serbo ad andare a caccia domenica 1 febbraio del 25° Slam in carriera, in una finale contro Carlos Alcaraz che promette scintille. Anche lo spagnolo ha dovuto affrontare un match travagliato per meritarsi l’ultimo atto del torneo: condizionato dai crampi e dall’intervento del fisioterapista che ha mandato su tutte le furie Alexander Zverev (“proteggete sempre quei due ragazzi, è incredibile”) è riuscito a imporsi al quinto set, dopo aver subito il rientro del tedesco che aveva perso i primi due parziali, recuperando un break di svantaggio e trionfando 7-5 dopo una sfida intensissima di cinque ore e mezza.

Domenica Carlitos andrà a caccia del suo primo Happy Slam, dall’altra parte della rete invece troverà chi a Melbourne ha vinto più di chiunque altro. “Non so nemmeno io trovare le parole giuste, mi sembra tutto surreale. Più di quattro ore in campo, sono quasi le due di notte – ha evidenziato Djokovic, che ha capitalizzato a dover il maggior riposo (agli ottavi non è sceso in campo per il forfait di Mensik, ai quarti ha approfittato del ritiro di Musetti) di cui ha usufruito lungo il percorso – Mi ricorda la finale del 2012, quella partita era durata quasi sei ore. La qualità del tennis, l’intensità…sapevo che solo giocando così avrei avuto una chance di vincere. Aveva vinto le ultime cinque partite contro di me, ho dovuto cambiare il mio numero di telefono…”.

Più Sinner calava fisicamente, più emergeva la tenuta mentale di un giocatore eterno, che ha ‘rovinato’ la festa – anche se il pubblico si è schierato in blocco dalla sua parte – a chi si aspettava la terza sfida consecutiva in una finale Slam tra il numero uno e il numero due al mondo. “Ho grande rispetto per Sinner – ha confessato Nole – è un giocatore incredibile, ti porta fino al limite, si merita un grande applauso”.


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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